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NurSind Frosinone, tribunale riconosce diritto buono pasto dopo sei ore di turno per gli infermieri

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 07/03/2026

LazioNurSind dal territorio

 

Una pronuncia destinata ad avere effetti rilevanti per il personale sanitario arriva dal Giudice del lavoro del Tribunale civile di Frosinone, che ha accolto il ricorso presentato da quattro infermiere iscritte al NurSind. Le lavoratrici si sono avvalse dell’assistenza legale dell’avvocato del sindacato, Antonio Mastrangeli, per il riconoscimento del diritto alla pausa mensa e al buono pasto, in alternativa alla mensa aziendale, una volta superate le sei ore di lavoro.

Con una motivazione definita articolata e puntuale, il giudice ha riconosciuto il diritto degli infermieri, anche turnisti h24, al buono pasto quando il turno supera le sei ore. La decisione ha inoltre annullato e disapplicato il regolamento aziendale che limitava tale diritto ai soli turni superiori a sette ore e dieci minuti, ritenendo la norma adottata in eccesso di potere.

Il giudice ha anche riconosciuto, incidentalmente, che il cosiddetto “tempo tecnico” di vestizione e svestizione della divisa rientra a tutti gli effetti nell’orario di lavoro contrattualizzato.

Come conseguenza della decisione, l’azienda sanitaria è stata condannata a corrispondere alle lavoratrici, a titolo risarcitorio, l’importo di 4,13 euro per ogni turno superiore alle sei ore, svolto negli ultimi dieci anni precedenti alla diffida, oltre a rivalutazione e interessi.

Per arrivare alla decisione, il giudice ha richiamato anche la giurisprudenza della Corte di Cassazione sul tema del tempo di vestizione. In particolare, viene chiarito che quando il datore di lavoro stabilisce tempi e luoghi per indossare la divisa, l’operazione rientra nel lavoro effettivo e il tempo impiegato deve essere retribuito.

Secondo Giovanni Petrucci, segretario territoriale NurSind Frosinone, la pronuncia rappresenta un risultato importante per la categoria.

Questa sentenza ristabilisce un principio di equità nei confronti degli infermieri e di tutto il personale del comparto sanitario. Il diritto alla pausa e al buono pasto dopo sei ore di lavoro è previsto dalle norme contrattuali e non può essere limitato da regolamenti aziendali”, ha dichiarato.

Petrucci sottolinea anche il valore generale della decisione: “Il giudice ha chiarito che il tempo di vestizione e svestizione, quando imposto dall’organizzazione del lavoro, è a tutti gli effetti orario di servizio. Questo significa che deve essere considerato anche ai fini del riconoscimento dei diritti connessi all’orario di lavoro, come la mensa o il buono pasto”.

Per il segretario del NurSind si tratta di una pronuncia che potrebbe avere effetti ben oltre il singolo caso. “La decisione è estensibile a tutti i lavoratori del comparto sanitario che svolgono turni superiori alle sei ore. È un precedente importante che rafforza le tutele dei professionisti sanitari e riconosce il valore del loro lavoro quotidiano”, ha concluso Petrucci.