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Pronto soccorso e privacy violata: il NurSind accende i riflettori sulla Campania

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 06/02/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Sovraffollamento cronico e promiscuità assistenziale mettono a rischio dignità, sicurezza e diritti fondamentali

"Quando il Pronto Soccorso smette di essere un luogo di cura e diventa uno spazio di attesa indefinita, il problema non è più soltanto sanitario. È etico, giuridico e sociale. In Campania, il NurSind riporta al centro una ferita silenziosa del sistema: la violazione della riservatezza dei pazienti, conseguenza diretta di un sovraffollamento ormai strutturale che le istituzioni non possono più ignorare".

Caserta, 06/02/2026. Il sovraffollamento dei Pronto Soccorso rappresenta oggi una delle più evidenti manifestazioni della fragilità del Servizio Sanitario Pubblico. Non si tratta più di criticità episodiche, ma di una condizione permanente che incide sulla qualità delle cure, sulla sicurezza clinica e sulla dignità delle persone che accedono all’emergenza-urgenza.

Il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche e sanitarie, ha formalizzato la propria segnalazione alle istituzioni regionali competenti, richiamando un punto spesso trascurato: l’impatto del sovraffollamento sulla tutela della privacy e sulla protezione dei dati personali dei pazienti, disciplinata dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e dalle norme nazionali di attuazione.

Il fenomeno dell’overcrowding è il risultato diretto di carenze croniche di personale, insufficienza di posti letto e mancata integrazione tra ospedale e territorio, che determina un utilizzo improprio dei Pronto Soccorso per bisogni non urgenti. Ne conseguono tempi di attesa insostenibili, permanenze prolungate e un progressivo deterioramento delle condizioni assistenziali e organizzative, con ricadute pesanti anche sul clima interno e sulla sicurezza.

"Il sovraffollamento dei Pronto Soccorso non penalizza solo la qualità delle cure, ma mette seriamente in discussione la sicurezza dei pazienti e delle lavoratrici e dei lavoratori sanitari",
dichiara Antonio Eliseo, Segretario Regionale NurSind Campania, evidenziando come tali condizioni favoriscano tensioni e dinamiche che possono sfociare in episodi di violenza e in rischi crescenti sul piano clinico e organizzativo.

La criticità esplode nelle aree di Osservazione Breve, dove le persone possono rimanere a lungo in spazi ridotti e condivisi. La promiscuità assistenziale, la riduzione degli spazi e la mancanza di ambienti adeguati rendono spesso impossibile garantire la riservatezza durante la comunicazione tra medico e paziente.

"La permanenza prolungata dei pazienti, la riduzione degli spazi e la promiscuità toccano direttamente la dignità della persona malata e configurano una violazione del diritto alla privacy",
insiste Eliseo, ricordando che la protezione dei dati sanitari non è un adempimento formale, ma un diritto fondamentale legato alla libertà e alla dignità della persona.

In sanità la tutela della riservatezza non può essere trattata come un dettaglio. È parte integrante della cura e della relazione di fiducia tra cittadino e sistema sanitario. Quando informazioni sensibili vengono condivise o ascoltate in ambienti inadeguati, quel diritto viene di fatto negato.

"La tutela della privacy non può essere sacrificata sull’altare dell’emergenza permanente",
conclude Antonio Eliseo, chiedendo che la Regione intervenga con atti concreti e non con rinvii.

Per queste ragioni, il NurSind Campania chiede al Presidente della Regione l’attivazione di un tavolo di confronto su una questione sostanziale che riguarda insieme operatori sanitari e cittadini. Il sindacato sollecita inoltre un intervento autorevole del Responsabile della Protezione dei Dati e del Difensore Civico Regionale, affinché sia garantita la piena tutela dei diritti dei pazienti.

Una presa di posizione netta che riporta il tema del sovraffollamento dei Pronto Soccorso fuori dalla narrazione dell’inevitabile e lo colloca nel campo delle scelte politiche e organizzative non più rinviabili, dove la dignità umana deve tornare al centro dell’azione pubblica.