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Riforma infermieristica: nuove lauree specialistiche e addio all’infermiere pediatrico

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 26/03/2026

FormazioneProfessione e lavoro

 

Il sistema universitario italiano si prepara a una riforma significativa della formazione infermieristica. Con i decreti ministeriali n. 159 del 6 febbraio 2026 e n. 177 del 25 febbraio 2026, il Ministero dell’Università e della Ricerca ridisegna sia la laurea magistrale sia la laurea triennale, introducendo nuovi percorsi specialistici e modificando in modo sostanziale l’ordinamento didattico.

Una revisione che punta a rafforzare le competenze avanzate, allineare i percorsi alle esigenze del Servizio sanitario nazionale e ridefinire alcune figure professionali.

Laurea magistrale: nasce l’infermieristica specialistica

Il decreto n. 159 interviene sulla classe LM/SNT/1, sostituendo integralmente l’impianto definito nel 2009 con un nuovo allegato aggiornato .

La novità più rilevante è la distinzione tra due percorsi:

  • Scienze infermieristiche e ostetriche (profilo generale)
  • Scienze infermieristiche specialistiche (nuovo indirizzo)

La formazione magistrale non si limita più quindi alla dimensione gestionale e didattica, ma punta esplicitamente allo sviluppo di competenze avanzate cliniche, organizzative e di ricerca .

I nuovi profili specialistici

La riforma introduce tre aree di specializzazione per gli infermieri:

  • cure primarie e infermieristica di famiglia e comunità
  • cure neonatali e pediatriche
  • cure intensive ed emergenza

Si tratta di percorsi strutturati per rispondere ai bisogni emergenti del sistema sanitario, con un forte orientamento alla presa in carico territoriale, alla gestione della cronicità e alle situazioni ad alta complessità clinica.

Nel dettaglio, il nuovo ordinamento prevede che il laureato magistrale sviluppi competenze come:

  • leadership clinica e organizzativa
  • gestione di percorsi assistenziali complessi
  • utilizzo di evidenze scientifiche e tecnologie digitali
  • attività di formazione, ricerca e consulenza

L’obiettivo è formare professionisti capaci di operare non solo nei reparti ospedalieri, ma anche nei servizi territoriali, nella formazione universitaria e nella governance sanitaria.

Competenze e formazione: più ricerca, management e digitale

Il nuovo impianto didattico rafforza alcune aree chiave:

  • management sanitario e organizzazione dei servizi
  • ricerca scientifica ed epidemiologia
  • competenze digitali e sanità tecnologica
  • dimensione etica e relazionale dell’assistenza

Come emerge dai decreti (in particolare nelle sezioni sugli obiettivi formativi e le attività caratterizzanti), viene richiesto agli studenti un livello più alto di autonomia decisionale e capacità di integrazione multiprofessionale .

Resta centrale anche la componente pratica: sono previsti tirocini strutturati e attività laboratoriali avanzate, con almeno 30 CFU dedicati allo stage.

Laurea triennale: stop al profilo dell’infermiere pediatrico

Il decreto n. 177 interviene invece sulla classe di laurea triennale (L/SNT/1), introducendo una modifica destinata a far discutere: la rimozione del riferimento all’infermiere pediatrico dall’ordinamento didattico.

In concreto:

  • viene eliminato il profilo professionale dell’infermiere pediatrico
  • scompaiono le competenze e le attività specifiche descritte nei programmi
  • vengono tolti gli insegnamenti obbligatori legati alle scienze infermieristiche pediatriche
  • si modifica anche il sistema dei crediti formativi, che mantiene il parametro di 30 ore per CFU solo per infermieri e ostetriche

La scelta sembra coerente con l’introduzione delle nuove specializzazioni magistrali, che includono anche l’area neonatale e pediatrica, spostando quindi la formazione specialistica a un livello successivo.

Tempi di attuazione

Le università dovranno adeguare i propri regolamenti didattici in tempo per l’avvio dell’anno accademico 2026/2027.

È comunque garantita la continuità per gli studenti già iscritti, che potranno completare il percorso secondo il vecchio ordinamento oppure optare per il nuovo .

Una riforma strutturale

La revisione delle classi di laurea rappresenta un passaggio strategico per il sistema sanitario e universitario.

Da un lato, si rafforza il ruolo dell’infermiere come professionista ad alta qualificazione, con competenze anche manageriali e di ricerca. Dall’altro, si introduce una chiara articolazione tra formazione di base e specializzazione avanzata.

Resta ora da capire come gli atenei implementeranno concretamente i nuovi percorsi e quale sarà l’impatto sul mercato del lavoro sanitario nei prossimi anni.