Sanità Asti, il NurSind: ''Restiamo a galla grazie all’università infermieristica''
Il segretario territoriale Montana evidenzia il ruolo della sede universitaria e il confronto con l’ASL AT per garantire nuove assunzioni.
di Giuseppe Provinzano
In un contesto regionale segnato dalla carenza di personale sanitario, la realtà di Asti mostra come formazione universitaria e confronto tra azienda sanitaria e sindacati possano contribuire a mantenere un equilibrio ancora possibile. Il NurSind continua a monitorare la situazione, sottolineando la necessità di nuove assunzioni per sostenere la sanità territoriale e garantire servizi adeguati ai cittadini.
Asti, 09/04/2026. Nel quadro complesso della sanità piemontese, la provincia di Asti rappresenta una realtà che riesce ancora a mantenere un fragile equilibrio grazie alla presenza della sede universitaria di infermieristica e al confronto costante tra azienda sanitaria e rappresentanze dei lavoratori.
A evidenziarlo è il NurSind, attraverso il segretario territoriale Gabriele Montana, che sottolinea come la formazione universitaria rappresenti oggi uno degli elementi fondamentali per sostenere il sistema sanitario locale.
«Nonostante le difficoltà – afferma Gabriele Montana del NurSind Asti – nella nostra provincia riusciamo ancora a rimanere a galla grazie alla sede universitaria di infermieristica».
Ogni anno, infatti, dalla sede universitaria astigiana escono circa cinquanta nuovi infermieri, molti dei quali chiedono di poter restare sul territorio e lavorare all’interno dell’ASL AT.
«Ad ogni sessione di laurea si diplomano circa venti o trenta colleghi e molti di loro desiderano rimanere ad Asti per entrare nel servizio sanitario locale», spiega Montana.
Proprio per accompagnare la trasformazione organizzativa prevista dalla riforma dell’assistenza territoriale e dal DM 77, è stato avviato un tavolo di confronto tra l’ASL AT, le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto e la RSU aziendale.
Dal monitoraggio condiviso è emersa la necessità di rafforzare l’organico con almeno dieci infermieri sul territorio, figure indispensabili per sostenere i nuovi modelli assistenziali.
«L’ASL AT si è impegnata ad assumere queste unità attraverso la prossima graduatoria del concorso di Azienda Zero, così da colmare il fabbisogno territoriale e le ulteriori necessità aziendali», spiega il rappresentante del NurSind.
Un risultato che, secondo il sindacato, è stato possibile anche grazie al confronto costante tra azienda sanitaria e rappresentanze dei lavoratori.
Rimane però un problema strutturale che continua a pesare sul sistema sanitario locale.
«Le cessazioni avvengono quotidianamente per dimissioni, trasferimenti e pensionamenti. La speranza è che i circa cinquanta infermieri formati ogni anno dalla nostra università possano essere sufficienti per mantenere il sistema in equilibrio», conclude Montana.
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