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Infermiere aggredito in ospedale a Novara, il NurSind: ''Violenza ormai fuori controllo''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 15/04/2026

NurSind dal territorioPiemonte

Un professionista sanitario colpito mentre tenta di fermare un uomo in escandescenza. Il NurSind denuncia: “Lavorare negli ospedali sta diventando sempre più pericoloso”


di Giuseppe Provinzano

Un infermiere aggredito mentre svolge il proprio lavoro, paura crescente tra gli operatori sanitari e numeri che confermano una vera emergenza sicurezza negli ospedali italiani. L’ennesimo episodio arriva da Novara e riaccende i riflettori sulla violenza contro chi ogni giorno garantisce assistenza e cura. Il NurSind torna a denunciare una situazione ormai diventata insostenibile per migliaia di professionisti della sanità.


Infermiere aggredito all’ospedale di Novara: cresce l’allarme sicurezza

Novara, 15/04/2026. Ancora violenza contro il personale sanitario. Ancora un infermiere costretto a difendersi mentre sta semplicemente svolgendo il proprio lavoro. L’ultimo episodio si è verificato all’interno dell’ospedale di Novara, dove un uomo in evidente stato di agitazione ha dato in escandescenze arrivando ad aggredire fisicamente un professionista sanitario intervenuto per contenerlo.

A raccontare quanto accaduto è l’infermiere Francesco Renda, tra i primi a intervenire nel tentativo di fermare il trentunenne che aveva iniziato a creare disordini all’interno della struttura sanitaria. Nel tentativo di proteggere l’area assistenziale e mettere in sicurezza la situazione, il professionista ha subito l’aggressione.

“Ha iniziato a colpirmi con gomitate allo stomaco. Ho dovuto lasciare la presa mentre lui continuava a cercare di avvicinarsi. Solo l’intervento delle guardie è riuscito ad allontanarlo”, racconta l’infermiere.

Un episodio che rappresenta purtroppo solo uno dei tanti casi che si verificano quotidianamente nelle strutture sanitarie italiane. Gli operatori lavorano spesso in condizioni di forte tensione, esposti a minacce, insulti e aggressioni fisiche.

“Siamo sempre sul chi va là. Non sappiamo mai quando una persona possa diventare aggressiva. Molte volte riceviamo minacce, anche di morte. È davvero avvilente lavorare in queste condizioni”, aggiunge il professionista.


I numeri della violenza in sanità

I dati confermano un fenomeno sempre più preoccupante. Nel corso del 2025 in Piemonte si sono registrate 1621 aggressioni ai danni del personale sanitario. In circa un caso su quattro si è arrivati alla violenza fisica, con oltre duemila operatori coinvolti.

Numeri che raccontano una realtà sempre più difficile per infermieri e operatori sanitari, costretti a lavorare in contesti spesso privi delle adeguate misure di sicurezza.


L’allarme del NurSind: “Così si svuota la professione”

A denunciare con forza la situazione è il NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche, che da tempo chiede interventi strutturali per garantire sicurezza negli ospedali.

“Gli infermieri lavorano ormai in uno stato di allerta costante. Non sappiamo mai quando un paziente o un accompagnatore possa trasformarsi in un aggressore. È umiliante e demotivante svolgere una professione fondamentale in queste condizioni”, denuncia Nicola Palmieri, segretario territoriale del NurSind di Novara.

Il sindacato sottolinea come il fenomeno delle aggressioni stia diventando uno dei fattori che alimentano la crescente crisi della professione infermieristica.

“Queste aggressioni contribuiscono ad accelerare una crisi già grave. Gli infermieri sono poco valorizzati e spesso poco remunerati, ma oltre a questo devono affrontare quotidianamente minacce, insulti e violenze. È inevitabile che molti decidano di lasciare il sistema sanitario”, aggiunge Palmieri per il NurSind.


Sicurezza negli ospedali: misure previste ma non ancora attive

Per contrastare il fenomeno, nelle scorse settimane è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra le direzioni sanitarie del territorio novarese e la Prefettura. L’accordo prevede il rafforzamento delle misure di sicurezza, in particolare all’interno del pronto soccorso recentemente ristrutturato.

Tra gli strumenti previsti figurano sistemi di videosorveglianza e pulsanti di emergenza collegati direttamente con le forze dell’ordine. Tuttavia, tali sistemi non risultano ancora pienamente operativi, lasciando di fatto gli operatori sanitari ancora esposti al rischio di nuove aggressioni.

Dopo l’episodio, l’aggressore si è allontanato dall’ospedale ma è stato rintracciato dai carabinieri poco distante dalla struttura sanitaria. L’uomo è stato arrestato e nei suoi confronti è stato disposto l’allontanamento dalla provincia.

Il NurSind ribadisce che non è più possibile rinviare interventi concreti per garantire la sicurezza di chi lavora nella sanità pubblica.

“Difendere gli infermieri significa difendere il sistema sanitario. Non è più accettabile che chi cura i cittadini debba lavorare nella paura”, conclude il sindacato.