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Chivasso, violenza senza freni: gambizzato in piazza e infermiere aggredito

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 21/03/2026

NurSind dal territorioPiemonte

Spari in centro e tensione in ospedale: il NurSind denuncia il fallimento sulla sicurezza

di Giuseppe Provinzano

Di fronte all’ennesimo episodio di violenza che attraversa le nostre città e si riversa dentro gli ospedali, emerge con forza una verità scomoda: la sicurezza degli operatori sanitari continua a essere trattata come un tema secondario. Eppure, ogni giorno, infermieri e professionisti della salute pagano il prezzo più alto di un sistema che fatica a proteggere chi cura.


L’agguato in piazza e la fuga nel nulla

La scena si consuma davanti al Duomo, in piazza della Repubblica. Un uomo dal profilo insolito, cappotto color cammello e passo incerto, affronta Stefano Fossati, 42 anni. La discussione degenera fino allo sparo. Un colpo secco, probabilmente di piccolo calibro, che colpisce la gamba della vittima.

Le telecamere avrebbero già fornito elementi utili agli investigatori, ma chi ha premuto il grilletto sembra essersi dissolto nel nulla. Fossati, ferito, riesce a rifugiarsi nella propria abitazione prima dell’arrivo dei soccorsi.


Dalla piazza all’ospedale: la violenza continua

Il trasferimento in ospedale non segna la fine della tensione. Anzi. Qui si consuma un secondo episodio, altrettanto grave. Durante le fasi di assistenza, l’uomo coinvolto nella sparatoria dà in escandescenze, arrivando ad aggredire un infermiere.

Il risultato è una distorsione a un dito per il professionista sanitario. Un gesto che si inserisce in un quadro ormai tristemente noto: le aggressioni nei confronti degli operatori sanitari continuano a crescere senza risposte adeguate.



Il NurSind alza la voce: “La sicurezza non è una priorità”

“Siamo di fronte all’ennesimo episodio di violenza. Da mesi attendiamo l’attivazione delle guardie armate, annunciata già nell’aprile 2024. Ma nulla è cambiato.”

“In questa Azienda i tempi sembrano essere un optional. Anche sul fronte sicurezza e sull’applicazione del contratto non si registrano passi avanti.”

“Prendiamo atto, ancora una volta, che la tutela dei lavoratori non è una priorità, nonostante le rassicurazioni arrivate anche a livello regionale.”

A denunciare con forza la situazione è il NurSind, attraverso le parole di Giuseppe Summa, che richiama l’attenzione su promesse rimaste tali e su strumenti mai realmente attivati.


Un territorio dove le armi non fanno più notizia

L’episodio riaccende anche un altro interrogativo: quanto è facile procurarsi un’arma? Negli ultimi anni, il territorio ha già conosciuto situazioni analoghe, tra fucili pronti all’uso e pistole circolate in contesti del tutto inappropriati.

Una scia di episodi che, pur diversi tra loro, restituisce un quadro inquietante. La violenza non è più un’eccezione, ma un rischio concreto e diffuso.


Sanità sotto pressione: il prezzo lo pagano gli infermieri

Quello che accade a Chivasso non è un caso isolato. È l’ennesimo tassello di una crisi più ampia che investe la sanità pubblica.

Gli infermieri diventano il primo bersaglio di tensioni sociali, rabbia e frustrazione, senza strumenti adeguati per difendersi.

Il NurSind lo ribadisce con chiarezza: senza interventi concreti, la sicurezza resterà solo uno slogan.


In attesa di risposte

Mentre le indagini proseguono e si attende di dare un volto all’aggressore in fuga, resta una certezza: non si può continuare a rincorrere l’emergenza senza affrontarne le cause.

La violenza, fuori e dentro gli ospedali, impone una risposta immediata. Non solo per chi è stato colpito, ma per tutti coloro che ogni giorno lavorano in prima linea.