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Salerno, Stop agli straordinari al Ruggi. Il NurSind lancia l’allarme sui reparti

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 16/05/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Salerno, il sindacato degli infermieri chiede un confronto urgente con l’Azienda: “Servono programmazione e organici, non tagli improvvisi”


di Giuseppe Provinzano

Quando si parla di straordinari nella sanità pubblica, il rischio è sempre quello di affrontare il problema dalla parte sbagliata. Perché se da un lato è vero che il ricorso sistematico alle ore aggiuntive non può rappresentare la normalità, dall’altro è altrettanto evidente che in molte realtà ospedaliere italiane proprio gli straordinari stanno evitando il blocco dei servizi. È in questo equilibrio fragile che si inserisce la denuncia del NurSind Salerno, che accende i riflettori sulle possibili conseguenze del blocco generalizzato disposto dall’Azienda ospedaliera universitaria Ruggi. Una misura che, secondo il sindacato, rischia di scaricare sui reparti già in difficoltà il peso di una carenza cronica di personale mai realmente affrontata.


Salerno, 16/05/2026. Il clima di forte preoccupazione che si respira all’interno dell’Azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona di Salerno arriva ora anche sul tavolo del confronto sindacale. Il NurSind Salerno interviene con decisione contro il provvedimento che dispone il blocco generalizzato degli straordinari, definendolo una misura che potrebbe avere ripercussioni pesanti sull’organizzazione dei reparti e sulla continuità assistenziale.

Secondo il sindacato delle professioni infermieristiche, la scelta dell’Azienda rischia infatti di colpire strutture già segnate da croniche carenze di personale, aumentando ulteriormente la pressione sugli operatori sanitari e mettendo a rischio la regolare erogazione delle prestazioni.

«L’obiettivo di ridurre l’abuso degli straordinari è giusto e lo condividiamo, ma così come è stato impostato il provvedimento rischia di essere improvviso e poco sostenibile per i reparti già in sofferenza», dichiara Biagio Tomasco, segretario territoriale del NurSind di Salerno.
«Non sono stati chiariti diversi aspetti fondamentali, a partire dall’impatto concreto sull’organizzazione del lavoro e sulla garanzia dei servizi ai cittadini».

Il sindacato evidenzia come in molte unità operative il ricorso alle ore aggiuntive sia diventato, negli anni, uno strumento indispensabile per garantire la copertura dei turni e mantenere attivi servizi essenziali. Una situazione che, secondo il NurSind, non può essere affrontata esclusivamente attraverso misure restrittive senza prima intervenire sul piano strutturale degli organici.

«In molte strutture la carenza di personale è strutturale», sottolinea Adriano Cirillo, segretario amministrativo del sindacato.
«Senza strumenti alternativi e senza un confronto vero con chi lavora sul campo, il rischio è quello di un blocco di fatto delle attività o di un forte rallentamento delle prestazioni ai pazienti».

A rilanciare l’allarme sono anche i rappresentanti RSU provinciali del NurSind all’interno dell’Azienda ospedaliera, che chiedono un’immediata revisione del provvedimento e l’apertura di un confronto tecnico con la direzione strategica.

«Non si può intervenire su un tema così delicato senza una programmazione condivisa», affermano Domenico Ciro Cristiano, Valerio Guida Festosi e Carmine Sammartino.
«Le ricadute organizzative e assistenziali rischiano di essere pesanti, soprattutto nei periodi di maggiore pressione sui reparti».

Per il NurSind, il nodo non può essere affrontato con semplici limitazioni amministrative. Serve invece una strategia complessiva che punti al rafforzamento degli organici, alla revisione della programmazione del personale e a una reale valorizzazione delle professioni sanitarie.

Il sindacato chiede quindi l’apertura urgente di un tavolo tecnico con la direzione aziendale, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise che evitino ulteriori ricadute sui servizi sanitari, sui tempi di attesa e sulle condizioni di lavoro degli operatori.