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NurSind rompe con l’AST di Macerata: ''Basta promesse, servono fatti e pagamenti certi''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 29/05/2026

MarcheNurSind dal territorio

Straordinari non pagati, prestazioni aggiuntive in ritardo, mensa contestata e infermieri impiegati in attività improprie. Il NurSind sospende le relazioni sindacali con l’Azienda sanitaria e denuncia un clima di crescente sfiducia tra i lavoratori.


di Giuseppe Provinzano

Quando il dialogo sindacale si interrompe, significa che qualcosa si è spezzato. A Macerata il NurSind compie una scelta forte: sospendere le relazioni sindacali con l’AST. Una decisione che nasce da una lunga serie di impegni, promesse e accordi che, secondo il sindacato, non hanno trovato concreta applicazione. Al centro della protesta ci sono i diritti dei lavoratori e il rispetto dovuto a chi ogni giorno garantisce il funzionamento della sanità pubblica.


29/05/2026 - I dipendenti dell’AST di Macerata chiedono rispetto. Non privilegi, non trattamenti di favore, ma semplicemente il riconoscimento dei diritti maturati attraverso il lavoro quotidiano svolto nei reparti, nei pronto soccorso, nei servizi territoriali e nelle emergenze. È questo il messaggio che emerge con forza dalla dura presa di posizione del NurSind Macerata, che ha deciso di sospendere le relazioni sindacali con l’Azienda sanitaria territoriale denunciando una situazione che, secondo il sindacato, è ormai diventata insostenibile.

A guidare la protesta è la segretaria territoriale del NurSind Macerata, Elisabetta Guglielmini, che parla di un rapporto ormai logorato da promesse non mantenute, ritardi nei pagamenti e scelte organizzative che continuano a gravare sui lavoratori.

“Ai dipendenti viene chiesto ogni giorno uno sforzo straordinario per garantire i servizi, coprire le carenze di personale e assicurare la continuità assistenziale. Tuttavia, quando si tratta di rispettare gli impegni economici assunti dall’azienda, le risposte tardano ad arrivare o non arrivano affatto.”

Secondo il NurSind, il malcontento nasce innanzitutto dal mancato pagamento di straordinari e prestazioni aggiuntive. Ore lavorate che continuano ad accumularsi insieme alle ferie residue e ai crediti orari, mentre i lavoratori attendono ancora il riconoscimento economico delle attività già svolte.

Il sindacato denuncia come le ore vengano regolarmente registrate e sottratte dai cartellini individuali, ma senza che a queste corrisponda il pagamento promesso dall’amministrazione.

Una situazione che, sempre secondo il NurSind, renderebbe l’AST di Macerata un caso isolato all’interno della sanità marchigiana.

“Ad oggi l’AST di Macerata sarebbe l’unica azienda sanitaria delle Marche a non aver ancora adeguato le prestazioni aggiuntive secondo quanto previsto dagli accordi regionali sottoscritti.”

Ma la questione economica rappresenta soltanto una parte del problema. Il NurSind evidenzia infatti un deterioramento complessivo delle relazioni sindacali e del confronto con l’azienda.

Per ottenere il riconoscimento di diritti fondamentali, il sindacato afferma di essere stato costretto più volte a rivolgersi alla magistratura. Dopo il contenzioso relativo ai tempi di vestizione, oggi restano aperti ulteriori ricorsi riguardanti il diritto alla mensa e altre questioni contrattuali.

“Per ottenere ciò che dovrebbe essere riconosciuto automaticamente siamo stati costretti a rivolgerci ai tribunali. Le proposte vengono annunciate, ma troppo spesso restano sulla carta senza tradursi in provvedimenti concreti.”

Tra i temi più contestati emerge anche la gestione del servizio mensa aziendale. Il NurSind riferisce di aver ricevuto rassicurazioni durante gli incontri sindacali circa nuove aperture e una diversa organizzazione del servizio. Tuttavia, a distanza di pochi giorni, sarebbero arrivate comunicazioni aziendali con contenuti differenti e giudicati peggiorativi per il personale.

Particolarmente criticata la scelta di sostituire in alcune situazioni il servizio mensa con semplici sacchetti alimentari consegnati ai lavoratori.

Un altro fronte di scontro riguarda l’utilizzo del personale infermieristico. Secondo il NurSind, infermieri e coordinatori sarebbero sempre più frequentemente impiegati in attività estranee alle proprie competenze professionali.

“Mentre mancano ancora adeguamenti economici previsti dal contratto, gli infermieri vengono utilizzati per attività amministrative, mansioni riconducibili agli uffici tecnici e persino operazioni di manutenzione delle auto aziendali. Tutto questo sottrae tempo e risorse all’assistenza ai pazienti.”

Il sindacato richiama inoltre il mancato riconoscimento di alcune indennità contrattuali, il pagamento delle ore straordinarie dei coordinatori e la liquidazione di progetti svolti da personale sanitario oltre un anno fa e ancora privi di copertura economica.

Per il NurSind il punto centrale resta però la perdita di fiducia nei confronti dell’amministrazione.

“Non possiamo continuare a sottoscrivere verbali e accordi che successivamente vengono modificati o non trovano applicazione. Le relazioni sindacali si fondano sulla correttezza, sulla trasparenza e sul rispetto reciproco. Quando questi principi vengono meno, viene meno anche il confronto.”

A rendere ancora più teso il clima sarebbe anche la difficoltà nell’ottenere dati e informazioni dall’azienda. Il NurSind riferisce di aver dovuto ricorrere addirittura al TAR per acquisire documentazione relativa agli spostamenti del personale effettuati al di fuori dei normali percorsi di mobilità.

Un episodio che, secondo il sindacato, rappresenta il simbolo di un confronto ormai compromesso e sempre più distante dai principi di trasparenza amministrativa.

La decisione di sospendere le relazioni sindacali rappresenta quindi un segnale forte e senza precedenti recenti. Il NurSind chiede all’AST di Macerata un cronoprogramma chiaro sui pagamenti, il rispetto degli accordi sottoscritti e una gestione delle relazioni sindacali improntata alla lealtà istituzionale.

Per il sindacato, il tema non riguarda soltanto risorse economiche e organizzazione del lavoro, ma il riconoscimento della dignità professionale di chi ogni giorno garantisce il funzionamento della sanità pubblica nel territorio maceratese.