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AOU di Cagliari, NurSind: ''Reparti sotto i minimi e ferie negate, così crolla la sanità''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 21/06/2026

NurSind dal territorioSardegna

Dal Policlinico alle aree ad alta intensità assistenziale, il sindacato delle professioni infermieristiche denuncia carenze croniche, turni scoperti e un'estate vissuta sull'orlo dell'emergenza: "Servono assunzioni vere e scelte coraggiose".


di Giuseppe Provinzano

"Ci sono allarmi che non possono più essere derubricati a semplici rivendicazioni sindacali. Quando gli infermieri denunciano di lavorare sotto i contingenti minimi, di vedere saltare ferie programmate e di sostenere sulle proprie spalle il peso di un sistema sempre più fragile, il problema riguarda tutti. Perché dietro ogni turno scoperto non c'è soltanto un operatore stremato, ma il diritto dei cittadini a ricevere cure sicure, tempestive e di qualità. La denuncia del NurSind Cagliari non fotografa un episodio isolato: racconta il rischio concreto che la straordinarietà diventi la nuova normalità della sanità pubblica".


CAGLIARI, 21/06/2026 - L'estate, negli ospedali, dovrebbe rappresentare il tempo del recupero e del meritato riposo dopo mesi di lavoro intenso. All'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari, invece, rischia di trasformarsi nell'ennesima stagione vissuta sull'orlo dell'emergenza.

A riaccendere i riflettori sulla situazione dell'AOU di Cagliari è il NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche, che denuncia una realtà fatta di organici insufficienti, turni scoperti, ferie compromesse e reparti costretti a operare al di sotto dei livelli minimi di sicurezza.

Secondo il sindacato, il problema non nasce oggi. Da anni si susseguono segnalazioni, richieste di confronto e cambi ai vertici aziendali, ma le risposte attese dai professionisti continuano a non arrivare. Nel frattempo, il personale diminuisce, il ricorso allo straordinario diventa sistematico e la pressione assistenziale cresce.

"Oggi, con l'arrivo dell'estate, la situazione al Policlinico è precipitata oltre i livelli di guardia, trascinando intere unità operative verso un collasso strutturale che mette a rischio operatori e cittadini. Mentre la domanda di salute cresce e i Pronto Soccorso sono costantemente presi d'assalto, gli organici vengono ridotti all'osso", denuncia il NurSind.

A descrivere nel dettaglio quanto accade nelle corsie è direttamente Vitalia Secci, segretaria amministrativa del NurSind Cagliari, che raccoglie quotidianamente le segnalazioni dei professionisti impegnati nei reparti dell'AOU.

"Quello che ci raccontano i colleghi rappresenta una realtà ai limiti della sostenibilità organizzativa e del rispetto delle tutele contrattuali. Ogni giorno assistiamo a professionisti costretti a garantire assistenza in condizioni sempre più difficili, con carichi di lavoro crescenti e organici insufficienti", afferma Vitalia Secci.

Secondo la dirigente sindacale, il Blocco di Chirurgia Generale rappresenta uno degli esempi più evidenti di questa sofferenza organizzativa. Due infermieri hanno lasciato il reparto per trasferirsi in altre realtà e le sostituzioni previste non sarebbero mai arrivate. Le unità interinali deliberate per coprire maternità e assenze prolungate, riferisce Secci, sono rimaste soltanto sulla carta.

Il risultato è che il personale si ritroverebbe a lavorare stabilmente con tre infermieri per turno, nonostante i contingenti minimi ne prevedano quattro.

"Si continua a operare sotto i livelli minimi di sicurezza senza una reale rimodulazione delle attività e con un continuo rimpallo di responsabilità", evidenzia Vitalia Secci.

La stessa Secci racconta una situazione altrettanto critica nella Cardiologia, reparto ad elevata complessità assistenziale, dove si registrerebbero numerosi turni notturni scoperti e un ricorso crescente alle prestazioni aggiuntive per mantenere la funzionalità dei turni diurni.

Le criticità, spiega il NurSind, erano state segnalate già nei mesi precedenti, ma il piano ferie sarebbe stato autorizzato senza affrontare concretamente il problema della carenza di personale. A incidere ulteriormente sarebbero le limitazioni lavorative di una parte significativa degli operatori, una dimissione mai sostituita e l'impiego di infermieri destinati ad altri servizi strategici.

Anche la Patologia Neonatale, dove vengono assistiti i pazienti più fragili, starebbe affrontando una situazione estremamente delicata. Tra maternità, infortuni e cessazioni dal servizio, il personale residuo sarebbe chiamato ogni giorno a garantire standard assistenziali elevati con risorse fortemente ridotte.

"Garantire i minimi assistenziali previsti dalla normativa in queste condizioni è diventato un miracolo quotidiano affidato esclusivamente al sacrificio dei singoli professionisti", sottolinea Vitalia Secci.

Per il NurSind, il disagio che emerge dalle corsie dell'AOU di Cagliari non rappresenta un caso isolato, ma il sintomo di una fragilità che attraversa l'intero sistema sanitario regionale.

Il rischio è che la carenza di personale venga considerata normale amministrazione e che il sacrificio degli operatori diventi il principale strumento di tenuta del servizio pubblico.

A preoccupare maggiormente è anche il paradosso del periodo estivo.

"Nel momento dell'anno in cui tutti i lavoratori dovrebbero poter recuperare energie psicofisiche e vivere con maggiore serenità il proprio diritto al riposo, nei nostri ospedali regna il caos più assoluto. Chi è in turno deve caricarsi responsabilità e carichi di lavoro ben oltre il normale, saltando i riposi e lavorando sotto i contingenti minimi di sicurezza", attacca Vitalia Secci.

Da qui l'appello del NurSind affinché azienda e politica assumano decisioni immediate e coraggiose.

"Se azienda e politica non risponderanno subito con assunzioni reali e con una rimodulazione delle attività, la mobilitazione sarà inevitabile per tutelare la salute dei lavoratori e quella dei cittadini", avverte la segretaria amministrativa del NurSind Cagliari.

Ma il messaggio finale della dirigente sindacale va oltre la vertenza e richiama il significato più profondo della professione.

"In un momento storico in cui le logiche di potere sembrano prevalere sul bene comune e la cattiva gestione delle risorse pubbliche alimenta disuguaglianze sempre più profonde, gli infermieri rappresentano un'isola di umanità e resistenza. Se riuscissero a riconoscersi nel valore autentico della professione e ad unirsi, potrebbero diventare una straordinaria forza di cambiamento per l'intera società."

Parole che assumono il valore di un monito e di una richiesta di responsabilità collettiva: senza professionisti valorizzati, ascoltati e messi nelle condizioni di lavorare in sicurezza, il prezzo più alto continueranno a pagarlo i cittadini.