di Chiara D'Angelo

 

Stavolta non c’entra nulla la diatriba sull’infusione dei mezzi di contrasto, che in passato ha animato le nostre pagine.

Questa volta si tratta di sezionare minuziosamente la vita degli infermieri. E a richiederlo non è un Istituto di ricerca che sta conducendo uno studio sociologico sulla professione, bensì la zelante amministrazione dell’Azienda Sanitaria di Trento che chiede ai propri dipendenti di comunicare tutto quello che fanno al di fuori del servizio.

Lo scopo dichiarato è quello di combattere i “doppiolavoristi” ma la sensazione più che palpabile è che stavolta in Trentino ci si sia fatti prendere la mano e “per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno”, sottoponendo tutti i dipendenti a questa richiesta che eufemisticamente definirei bizzarra.

Ma tant’è, e, pena una sanzione disciplinare, i dipendenti dovranno comunicare all’Azienda:

-         la partecipazione retribuita e non a convegni e/o seminari in qualità di relatore

-         l’utilizzazione economica da parte dell’autore o dell’inventore di opere di ingegno o di invenzioni industriali

-         incarichi che costituiscono espressione della personalità artistica, quali la pittura, la scultura e la musica

-         attività sportiva in qualità di atleta, allenatore, direttore sportivo nell’ambito delle società o associazioni sportive dilettantistiche, purchè non esercitate in forma professionale ed imprenditoriale svolte a titolo gratuito o con il rimborso delle sole indennità e spese documentate

-         assunzione a titolo gratuito (volontariato) di cariche sociali in organizzazioni no profit con finalità socio assistenziali (ong, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, fondazioni e associazioni di promozione sociale)

-         la collaborazione a giornali, riviste, libri anche se retribuita.

Dunque infermieri siete avvertiti: se nelle giornate di riposo imbrattate una tela con la tempera perchè un amico (mosso a pietà per il vostro pessimo talento) vi ha chiesto di dipingergli o se giocate a bocce, c’è il rischio potenziale che siate degli sporchi doppiolavoristi.

Il problema non sta nei pluripoltronatissimi con cariche in dozzine di organismi, collegi e  comitati, giudicanti e giudicati al tempo stesso, arbitri di se stessi e promulgatori delle regole del gioco di cui sono principi… no, certo che no, il problema sta in quei furbastri che vanno a fare volontariato sacrificando quel po’ di tempo ed energie che lavoro e famiglia concedono loro o in quei farabutti che la sera si ritrovano per suonare nella banda alla festa del patrono del paese.

Quando ho letto la notizia, che purtroppo nulla fa supporre sia fasulla pur augurandomelo a tuttora, non sapevo se ridere o se piangere, o se ridere per non piangere.

Quando sapremo tutto quello che un infermiere fa nelle sue 24 ore avremo la certezza che nulla ci sfuggirà. Nulla tranne quello che tutti sanno sfuggire ma nessuno mette davvero davanti alla macchina a raggi X… paura delle radiazioni?

 

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