152 le donne uccise in Italia, 117 nell'ambito familiare, questo il rapporto Istat per quanto riguarda il 2014; 128 i casi accertati nel 2015, 10 le vittime nei primi 40 giorni del 2016.

Una donna ogni due giorni viene uccisa in Italia.

 

Una donna ogni due giorni viene uccisa dallo Stato. Lo Stato che arma le mani di uomini , mariti, fidanzati, amanti, uomini che si lasciano sopraffare da paure, debolezze, egoismo, e per i quali lo Stato trova tante, troppe attenuanti, scuse, permettendo loro di uccidere.

Queste donne sono vittime di Stato, di uno Stato che non si cura di educare i suoi figli alla cultura dell'amore e del rispetto, uno Stato che lascia da soli, che abbandona le donne nel momento in cui gridano aiuto, dall'attimo in poi in cui decidono di denunciare; sole e libere di essere ammazzate.

Il reato di Stalking è stato introdotto in Italia con d.l 23 Febbraio 2009 n.11, questo atto normativo ha introdotto l'art 612 bis nel codice penale attuale sotto la denominazione “atti persecutori”, ma a quanto pare non sembra essere stato un deterrente, perché come al solito queste graziose leggi di respiro anglosassone, poi di anglosassone, fatto salvo il nome, hanno ben poco, e vediamo perché.

Secondo l'articolo 612 bis lo Stalker è colui che con condotte ripetute, minaccia o molesta taluno, in modo da determinare uno di questi eventi:

un perdurante e grave stato d'ansia o di paura;

un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto, o di una persona legata al medesimo da relazione affettiva;

un alterazione di abitudini di vita della vittima.

Quindi il legislatore cosa ha fatto? Ha vincolato la punibilità della stalker alle condizioni psicologiche della vittima, anziché punire direttamente le azioni del persecutore. In poche parole lo stalker esiste solo se la vittima riesce a dimostrare uno degli eventi sopra descritti.

In assenza di tali prove, il reato di Stalking è declassato a reato di minaccia o di molestia, puniti dalla legge in maniera blanda.

In sostanza, conosciamo già la difficoltà della vittima che trova nel denunciare lo stalker, in aggiunta per ammorbidirgli il percorso e spianargli la strada, la legge decide che l'onere probatorio dia tutto a carico della vittima: dimostrare gli atti di molestie, dimostrare lo stato di reiterazione, dimostrare l'esistenza dell'evento, dimostrare lo stato d'ansia e di paura.

Ad esempio la vittima che è in un forte stato di soggezione psicologica, ma non dimostra uno stato di perdurata ansia, che tutela può chiedere?

Il rischio è quello di non poter procedere nei confronti dello Stalker.

Ma proviamo ad ipotizzare che si riesca a dimostrare il reato di Stalker, le sanzioni a carico del persecutore fanno ridere.

Il reato è punibile, quando non ci sono aggravanti, solo su querela della vittima; non basta la denuncia di un genitore ad esempio, deve essere la vittima a chiedere espressamente la punibilità, un assurdo, visto che molte volte la pressione psicologica spinge la vittima a non rivolgersi alle istituzioni.

La mancanza della querela della diretta interessata esclude l'arresto, che in generale non è nemmeno obbligatorio.

L'altro aspetto, la pena massima (sempre in assenza di aggravanti), è la reclusione fino a 4 anni, reclusione che con un discreto avvocato, scegliendo un rito alternativo (abbreviato o patteggiamento), si può arrivare ad una pena di due anni e l'affidamento ai servizi sociali, evitando il carcere.

Se a questo aggiungiamo che non ha precedenti, che ha collaborato al processo, la pena può scendere sotto i due anni di reclusione, fino alla sospensione della pena.

Eccola la tanto decantata legge sullo Stalker, questa è la legge che continua a permettere che le donne vengano uccise, questi sono Omicidi di Stato.

Troppo poco si è fatto per proteggere le donne da questa cultura machista, e niente si è fatto per proteggere i superstiti di queste immani tragedie, i figli delle donne.

Così lo Stato uccide due volte, uccide quando lascia sole le donne, in balia di uomini violenti, ed uccide quando ignora letteralmente i sopravvissuti, orfani di madre e di padre ed orfani di un Italia che troppo spesso non vede, non sente.

Alla centesima notizia di una donna uccisa da un uomo, l'onda emozionale, spesso mediata dai mass media è tutta concentrata sulla vittima. Improvvisamente siamo tutti criminologi, presi dal movente, dal luogo del delitto.

Per giorni campeggiano in tutte le tv del dolore, ricostruzioni, plastici.. e siamo così abituati alla violenza che passato il momento, spenti i riflettori, cala il sipario fino alla prossima volta.

Eppure la morte di quella donna trascina nel baratro con sé intere esistenze, specie quelle dei figli.

Dimentichiamo che quelle tragedie lasciano al mondo superstiti, orfani di una madre uccisa spesso per mano del padre. Sono orfani di madre e di padre che o si suicida, o finisce dietro le sbarre; sono soli al mondo, senza la sicurezza di chi li ha voluti.. di chi li ha generati.

Che lo abbiamo dimenticato noi è umano, in fondo una buona parte della popolazione è formattata e diretta dai media, addomesticati alla violenza, alla spettacolarizzazione del dolore, ma che sia lo Stato a dimenticare questi figli, ad ignorarli, non è accettabile, è aberrante.

Antonella Russo, infermiera, muore il 12 agosto 2013, a 48 anni per mano del marito, Antonio Mensa, 55 anni, che si suicida subito dopo averle sparato con la stessa arma.

Nancy , la sorella ed il fratello che al momento del delitto era in braccio alla madre, sono i superstiti di questa tragedia familiare, sono i sopravvissuti di un drammatico epilogo, dopo anni di denunce per Stalking che la madre aveva inoltrato nei confronti del padre.

Ed adesso che sono soli al mondo, a loro chi pensa?Quale legge dello Stato li tutela? Nessuna.

Lo Stato li ha dimenticati.

Oggi Nancy, brillante studentessa di giurisprudenza a Ferrara, con determinazione racconta:

“Sia chiaro una volte per tutte, io non mi sento vittima del femminicidio, io mi sento e sono vittima dello Stato, e non solo perché mi madre aveva denunciato mio padre per stalking, ma non era stata ascoltata, ma perché il delitto che si è consumato a casa mia, non può essere circoscritto ad un caso di femminicidio. Sullo sfondo della morte di mia madre c'è una situazione socio – culturale complessa, di cui lo Stato non può non farsi carico. Contro gli orfani come me esiste una specie di pregiudizio che non tutela i nostri diritti”, continua Nancy, “ non mi vengono garantiti pari opportunità rispetto ad altri ragazzi vittime di attentati terroristici, mafiosi o anche di attentati contro l'ambiente come l'inquinamento d'amianto”

 

Proviamo a pensare al danno economico che può derivare dall'essere superstite di una faida familiare che può essere contabilizzato, ma il danno psicologico è immane. Figli di un padre che uccide la madre, spesso con l' aggravante di avere assistito al delitto.

Il supporto psicologico è previsto inizialmente, poi come sopravvissuti su un'isola deserta sono lasciati alla capacità economica di pagarsi costosissime psicoterapie, indispensabili per tornare a vivere, per tornare ad una vita quanto meno normale.

Chi paga i danni, chi paga il supporto adeguata a questi ragazzi??Nessuno.

Lo Stato non prevede nessun risarcimento per un omicidio di cui è Responsabile, perché quella inutile legge sullo Stalking ha armato la mano di Antonio Mensa contro Antonella Russo.

Nancy ha presentato al Governatore della Sicilia Crocetta, un progetto che prevede l'istituzione di un fondo per le vittime di femminicidio, ma la risposta è stato un rifiuto dettato dalla mancanza dei fondi, nonostante la validità della proposta.

Ma questo rifiuto non fermerà Nancy, ha la determinazione e la forza di chi ha attraversato l'inferno, di chi non ha paura della guerra che si prepara a combattere, con il suo avvocato farà causa allo Stato per ottenere un Risarcimento.

Sono 152 le donne ogni anno, uccise dallo Stato per mano degli Uomini, quanti sono i sopravvissuti che lo Stato uccide con la sua indifferenza? Da dati ufficiali dicono che  dal 2000 ad oggi sono 1.628, un numero impressionante.

Per quanto ancora questo Stato resterà indifferente?

Auguriamo a Nancy di non perdere mai questa forza e questa determinazione per continuare la sua battaglia, congiuntamente all'augurio che riesca ad ottenere da questo Stato sordo il risarcimento per quanto è stata costretta a subire.

 

 

Fonte: La figlia di un’infermiera uccisa dal marito: “Faccio causa allo Stato che ci ha abbandonati