Parte da Bologna la svolta  per l’evoluzione  dell’infermieristica della Salute Mentale: nasce la prima Società Scientifica di categoria la S.I.S.I.S.M (Società Italiana di Scienze Infermieristiche in Salute Mentale).

La Società, fondata da Andrea Gargiulo, infermiere impegnato da decenni al Csm del Distretto Est dell’Azienda Ausl di Bologna,  ha lo scopo  di promuovere, valorizzare e divulgare la cultura, l’identità, le competenze e le buone pratiche degli infermieri di salute mentale per migliorare sia per migliorare la qualità dell’assistenza fornita ai cittadini sia   per  incentivare lo sviluppo della ricerca infermieristica nel settore.

Il nostro Paese, infatti pur essendo stato sempre all’avanguardia nell’ambito della salute mentale, almeno sul piano normativo,( Basaglia docet) , paradossalmente registrava un vuoto  nella ricerca infermieristica in campo di salute mentale , vuoto che oggi viene colmato.

Tra i soci fondatori nomi che hanno fortemente contribuito all’evoluzione della professione infermieristica italiana: Paolo Chiari fondatore del Centro Ebn (Evidence based Nursing), Loredana Gamberoni sociologa, esperta di metodologie didattiche in campo infermieristico, Annamaria Ferraresi docente di Metodologia della ricerca sociale all’Università di Ferrara, ma anche tanti nomi di  infermieri provenienti da tutta Italia   che tutti i giorni lavorano sul campo. In questa fase iniziale, infatti, la S.I.S.I.S.M (Società Italiana di Scienze Infermieristiche in Salute Mentale) può già vantare di rappresentare  la realtà dell’infermieristica della salute mentale di 17 regioni.

 

 

1)    Dott. Gargiulo  da cosa nasce l’esigenza di  fondare  una società scientifica di infermieristica di salute mentale?

Nel tentativo di mettere a punto, di definire le competenze specialistiche dell’infermiere che eroga assistenza nel campo della salute mentale con lo scopo di  produrre un documento unitario che potesse costituire una guida per tutti gli infermieri del settore, ci siano resi conto che i contributi scientifici, di ricerca nel nostro Paese erano quasi inesistenti. Vogliamo colmare questo vuoto e offrire ai colleghi che si occupano di salute mentale  indicazioni “evidence based” che supportino il  loro operato.

 

2)    La legge Gelli sulla responsabilità professionale  sarà pienamente applicabile quando il Ministero competente riconoscerà le Società scientifiche che dovranno dettare le Linee guida a cui i professionisti si devono attenere: la vostra Società si candida a questo ruolo?

È nostra intenzione lavorare per ottenere il riconoscimento dal Ministero con tutte “le carte in regola”. Attualmente il nostro statuto che è un atto pubblico, è in linea con le richieste del decreto, così come la presenza in almeno 12 regioni, siamo presenti in molte di più. Per il criterio di rappresentatività del 30 %, siamo ancora agli inizi, aspettiamo di vedere se e come evolve la situazione e mentre lavoriamo per il raggiungimento del criterio, perseguiamo gli obiettivi di produzione e revisione scientifica che è il core della società.

 

3)    Quali sono i vostri impegni futuri?

 

Abbiamo moltissimo lavoro davanti, ma l’entusiasmo non ci manca: stiamo approntando tutti gli strumenti informativi, divulgativi, burocratici e le infrastrutture per cominciare ad operare ed aprire quanto prima le iscrizioni per tutti i colleghi che intendono aderire alla società, per poter cominciare a perseguire gli obiettivi che la società scientifica si propone. Siamo in una fase inziale che richiederà dei tempi di rodaggio e avviamento, ma siamo convinti che gli infermieri risponderanno nella maniera adeguata: c’è una grande voglia di crescere che non può rimanere inascoltata.