Parlare di emergenza non è esagerato nel reparto di Ostetricia-Ginecologia dell'ospedale Sant’Andrea di La Spezia.

Il personale ostetrico ridotto a solo 6 unità, continua a fare rientri su rientri per garantire l’assistenza alle donne ed ai nascituri, saltando i riposi previsti dalla normativa europea, a scapito del proprio recupero psicofisico necessario ma impossibile.

NurSind ancora una volta si trova a dover segnalare il problema di una carenza che è arrivata ai suoi massimi: su dieci ostetriche turnista h24 sono rimaste solo in sei e sono dunque troppo poche per sopperire al durissimo carico di lavoro che prevede tra le moltissime attività, l’accoglienza e l’accesso diretto al reparto, l’attività di sala operatoria di elezione e l’attività di sala operatoria d’urgenza con codici gialli e rossi.
Il poco personale è costretto per coprire le assenze a rientrare nei giorni di riposo ed è sottoposto a turni massacranti, con aumento del rischio per la loro salute, ma soprattutto per quella delle pazienti.

In tali circostanze, statisticamente, le probabilità di commettere errori aumenta esponenzialmente ma soprattutto aumentano le probabilità di non garantire la sicurezza delle pazienti, che hanno tutto il diritto invece di essere assistite e curate con competenza e attenzione.
Secondo NurSind la pianta organica dei servizi di ginecologia ostetricia e del consultorio manifestano notevoli carenze e non possono al momento offrire in tempi rapidi un po’ di sollievo al personale ed un’assistenza dignitosa alle pazienti.
La speranza è comunque quella che l’Azienda assuma quanto prima del personale poiché esiste anche un tempo di affiancamento dei nuovi dipendenti che va assolutamente rispettato poiché determina in maniera rilevante il livello di professionalità nelle prestazioni.
A rischio dunque le ferie estive per il personale ostetrico, ma soprattutto il raggiungimento degli obiettivi della Piano della Performance che l’ASL5 proprio in questi giorni ha dichiarato essere stato approvato e che, a meno che la previsione dell’aumento delle attività chirurgiche non fosse riferita anche alle attività operatorie di ginecologia ed ostetricia, a nostro avviso, saranno irraggiungibili senza nuove assunzioni.
Aspettiamoci più probabilmente che per le nascite di elezione si ricorrerà all’utilizzo di personale infermieristico di sala operatoria e quindi che invece di sanare la situazione attuale essa andrà a gravare ulteriormente e come sempre accade sugli infermieri.