La sanità pubblica vive di caos, di disorganizzazione, di mancata attenzione per il cittadino, sono questi i risultati delle scellerate scelte politiche fatte fino a qua.

Due esempi lampanti di una sanità senza direzione sono i recenti casi di Sarzana ed Amatrice.

Di Sarzana avevamo già ampiamente parlato. Assunta Chiocca, segretaria territoriale NurSind La Spezia, qualche giorno fa, proprio dalle pagine della nostra testata lanciava l’allarme - Il centro trasfusionale dell’Ospedale di Sarzana vive una situazione di grave emergenza,l’attività del centro trasfusionale viene garantita da un solo infermiere peraltro “distaccato” dal centro trasfusionale dell’ospedale di La Spezia, questo mette a repentaglio il servizio trasfusionale e la garanzia che ci possa essere sangue a sufficienza- continuando - E’ evidente che una sola unità di personale infermieristico non può riuscire a fare fronte a tutte le attività del centro e pertanto i donatori potranno subire situazioni di disagio dovute al ritardo con cui potranno effettuare il loro gesto di solidarietà.

Oggi torna, la segreteria NurSind, torna a parlarne su DonatoriH24, dove troviamo un analogo caso ad Amatrice, vittima anch’essa della disorganizzazione di questa sanità alla canna del gas.

Scriviamo a malincuore questa lettera per comunicare ufficialmente l’annullamento della raccolta sangue prevista ad Amatrice per venerdì 1 giugno. L’impegno della nostra associazione nel garantire un servizio di importanza vitale, stavolta non è bastato a contrastare i vari problemi organizzativi del servizio trasfusionale della Asl di Rieti.

Comincia così la lunga lettera scritta dal dal presidente dell’Avis comunale di Amatrice, Francesco di Marco.

Di Marco definisce il servizio trasfusionale caratterizzato da «incapacità e atteggiamenti ostativi» che avrebbero impedito il rispetto della calendarizzazione annuale delle donazioni fissata dall’Avis.

Una situazione complessa che ha causato, dichiara Di Marco a DonatoriH24, «serie difficoltà nella gestione delle attività di donazione tanto da far saltare una data, e chissà se anche altre future».

La direzione aziendale della Asl di Rieti risponde così in un comunicato: «La raccolta del sangue oggi è possibile soltanto nei Punti di Raccolta (PdR) autorizzati dalla Regione. Tali PdR possono essere gestiti dalla Asl oppure direttamente dalle associazioni di donatori volontari. E su questa base che la direzione aziendale della Asl di Rieti, già da tempo, si è occupata di strutturare le attività di raccolta del sangue». In sostanza, spiegano a DonatoriH24 fonti interne alla Asl, la Asl stessa ha chiesto già da un anno al presidente Avis provinciale di Rieti, Giuseppe Zelli di costituire, come previsto dalla normativa attuale, l’Unità di raccolta associativa nella quale far confluire i PdR delle varie Avis Comunali della provincia di Rieti, un modo da risolvere a monte i lamentati problemi. Evidentemente ci sono problemi di organizzazione.

Zelli dal canto suo risponde - le procedure richieste per l’accreditamento non sono facili: ad esempio si richiedono determinati requisiti alla sede che, crollata dopo il terremoto, abbiamo dovuto spostare, e che attualmente quei requisiti non ha. Ci stiamo però lavorando, come stiamo lavorando alla formazione del personale che dovrebbe occuparsi delle raccolte in modo da raggiungere 10 uscite al mese.

I Problemi di organizzazione la fanno da padrone: ritardi, incomprensioni che evidentemente pagano i cittadini a Sarzana come ad Amatrice.

 

da DonatoriH24