La Centrale operativa della Continuità assistenziale gestita da personale non sanitario.

E’ quanto accade in Regione Lombardia, dove a rispondere al cittadino, è il personale tecnico, che dopo una prima valutazione della chiamata, la smista al medico di continuità assistenziale.

Il primo a ricevere le istanze del cittadino è dunque personale non specifico, personale non formato, incapace di indirizzare l’utente, di fornire un consiglio inerente lo stato di salute.

Questo modus operandi serve alla Regione per ridurre i COCA- Centrale operativa continuità assistenziale, utile alla presa in carico del paziente e a non intasare i pronto soccorso e, porre le attività di smistamento pazienti in capo all’Areu- Agenzia Emergenza Urgenza Regionale.

Decisione questa che ha sollevato proteste e malumori.

Fermo restando la non competenza del personale tecnico, le criticità a cui porterebbe lo smantellamento dei COCA sono:

  • il possibile ingorgo delle linee telefoniche, visto la convergenza su un numero unico

  • la mancanza di un filtro competente, che risolva la situazione anche con una consulenza telefonica.

 

Questo è ancora una volta un esempio di sottodimensionamento del personale a scapito della salute del cittadino.

 

da Doctor 33