Il servizio territoriale 118 pugliese sta attraversando un momento critico e di profonda trasformazione: se da una parte il presidente-assessore alla Salute Michele Emiliano, pensa ad una profonda riorganizzazione, dall’altra si allungano le ombre della criminalità organizzata.

 

Come sarà riorganizzato il 118

Entro Luglio dovrebbe essere pronta la delibera che decreterà la riorganizzazione del 118 pugliese, che sarà a regime entro il 2020.

Il provvedimento prevede infatti il superamento dell’assetto attuale, datato 2006, e dunque delle cinque centrali operative territoriali. L’obiettivo è arrivare alla costituzione di una sola azienda o agenzia regionale.

Dovrebbero essere soppresse almeno due centrali operative (quelle di Taranto e Brindisi) e forse si dovrebbe arrivare all’istituzione del sospirato numero unico per le emergenze, ossia il 112. L’agenzia (o azienda) si dovrebbe occupare del soccorso sanitario di emergenza e urgenza, del trasporto sanitario di persone, organi e tessuti e forse anche delle attività trasfusionali.

Diversi i nodi da sciogliere, come la non eterogeneità del personale in servizio, medici ed infermieri, alcuni convenzionati, altri dipendenti, ed ancora operatori volontari che fanno capo alle associazioni convenzionate.

Altra questione è legata alla proprietà delle ambulanze, ora in parte delle associazioni. Si potrebbero acquistare tutte, ma non c’è ancora una stima dei costi. L’Agenzia dovrà poi curare la gestione e il coordinamento dell’attività di elisoccorso e la rete prevede una copertura in particolare delle zone montane. Ma anche in questo caso occorre capire se i mezzi dovranno essere acquistati, noleggiati o se fare una convenzione con le forze dell’ordine.

 

La criminalità organizzata

Si allunga sul servizio 118 l’ombra della criminalità organizzata e la vicinanza con le agenzie funebri.

Tra coloro che sono in servizio sui mezzi del 118, ce ne sarebbero alcuni che si presterebbero a segnalare a determinate agenzie funebri i pazienti deceduti, avvantaggiandoli.

Resta da capire se questo favore, implica una “ricompensa”.

La vecchia annosa storia del “Caro Estinto”, che resta sempre in voga.

 

da il GezzettinodelMezzogiorno