Le ultime stime parlano di 4 mila casi di violenza a danno degli operatori sanitari, ma potrebbero essere molti di più, visto che i casi registrati sono solo quelli effettivamente denunciati.

Una piaga quella della violenza che non si attenua e, per la quale non sono state prese ancora misure efficaci.

Sono tre le proposte di legge al vaglio del governo:

 

La Lega ha presentato una proposta di legge alla camera che inserisce, rispetto all'articolo 61 del Codice di procedura penale, una sanzione aggiuntiva per chi aggredisca medici, infermieri o personale ausiliario -tutti equiparati a pubblici ufficiali nell'esercizio delle proprie funzioni - e istituisce un presidio di polizia fisso in ospedali di I e II livello, composto da un ufficiale e due agenti. Per realtà più piccole, come le strutture di base riferite a bacini di 80-150 mila abitanti, si rimedia all'eventuale assenza di agenti con piani di controllo dei territori disposti dai prefetti.

 

La proposta del Movimento 5 stelle (Michela Rostan, Paolo Siani ed altri) modifica l'articolo 357 del codice penale, attribuendo qui la qualifica di pubblico ufficiale ai sanitari all'opera.

 

 

Altri due ddl di Roberto Novelli (Camera) e Maria Rizzotti (Senato), entrambi di Fi, infine prevedono il primo una modifica all'articolo 61 del codice penale, considerando aggravante l'aggredire un operatore sanitario, e norme sulla videosorveglianza delle strutture; il secondo l'aggressione equiparata a minaccia a pubblico ufficiale e la reintroduzione dei posti di polizia nei Ps.

 

 

Da Doctor33