Gli Infermieri del NurSind contestano l'intesa firmata tra Regione Lombardia e le principali sigle sindacali.

Tutti gli operatori del comparto Sanità dovranno nuovamente rinunciare a una parte dei loro incentivi per liberare risorse per 250 nuove assunzioni a tempo indeterminato. Ma la misura, spalmata su 27 ASST lombarde, rischia di essere inutile e controproducente. Sia per i professionisti sia per i cittadini.

La Segreteria Territoriale di Milano ha detto no. No all'ennesimo taglio delle risorse destinate al comparto della Sanità, che ha pericolose ricadute sia sul servizio erogato ai cittadini sia sul benessere professionale e psicologico degli operatori.
Ma cosa è successo? Questi i fatti: lo scorso luglio Regione Lombardia ha firmato con le principali sigle sindacali una preintesa sulle cosiddette RAR, le Risorse Aggiuntive Regionali 2018 relative al personale della Sanità Pubblica.
E, siccome a le risorse messe a disposizione dal Governo centrale "sono scarse" ha detto l'assessore al welfare della Lombardia Giulio Gallera "Grazie a due accordi siglati con le organizzazioni sindacali del Comparto e delle Dirigenza del sistema sanitario regionale pubblico, che hanno dimostrato un grande senso di responsabilità, 16.500.000 euro destinati a una parte degli incentivi 2018 per il personale dipendente, saranno utilizzati per circa 250 nuove assunzioni a tempo indeterminato nelle Asst lombarde". Però, fanno notare dal NurSind, di questi ulteriori tagli non vi è traccia scritta nell'accordo per il comparto. 
I conti non tornano
Insomma, i conti si fanno quadrare sulla pelle - o meglio sulla busta paga - di chi sta peggio. "Dal 2013 ad oggi ogni lavoratore del Comparto Sanità ha perso circa il 30% del valore della RAR, una cifra che si attesta fra i 220 e i 300 euro, a seconda delle fasce di appartenenza" fanno sapere i delegati sindacali NurSind di Milano. Ma, oltre al fatto di non voler cedere a un nuovo ricatto al ribasso, con ulteriori tagli ai già magrissimi bonus, il NurSind nota un'altra discrepanza. 
"Nelle 250 nuove assunzioni da distribuire nelle ASST lombarde, ricordiamo possibili per un importo di tutto rispetto - 16.500.000 euro - sono comprese tutte le figure del comparto Sanità, dai medici agli amministrativi, agli infermieri. Considerando che, a seguito della riforma del sistema socio sanitario lombardo del 2015, le ASST lombarde risultano 27, di cui 8 su Milano e territorio, significa che per ogni ASST le assunzioni sarebbero circa 9. la domanda è d'obbligo: con poco più di 9 assunzioni per ASST, o solo per determinate ASST, magari esclusivamente per alcune figure professionali, davvero sarà possibile lavorare meglio?" si chiedono i delegati sindacali NurSind di Milano. "La nostra risposta è no".
No ad accordi a livello aziendale
In virtù di tutte queste considerazioni, e avendo a cuore la dignità della propria professione e il diritto alla salute di ogni cittadino, gli infermieri del NurSind hanno deciso, in modo compatto, di non firmare gli accordi che a livello aziendale recepiranno quello già stipulato.