Presentato dall’assessore al Welfare Giulio Gallera, questa settimana, il “comitato degli esperti” finalizzato a “[…] consolidare l’eccellenza socio sanitaria lombarda”. Com’era prevedibile, tra i sette nomi, non c’è neanche un infermiere. Difatti si tratta di Francesco Longo, Silvio Garattini, Gianvincenzo Zuccotti, Davide Croce, Giovanni Apolone, Alberto Zangrillo e Girolamo Sirchia (si, quell’ex ministro che rimpiangeva le suore nelle corsie e le tendine alle finestre).

Eppure le materie allo studio riguardano la legge regionale di riforma (la n. 23 del 2015), contenente due principi cardine: il collegamento ospedale-territorio e l'attuazione della presa in carico del paziente cronico.

Gli esperti dovranno lavorare principalmente sul completamento del nuovo modello di presa in carico dei pazienti cronici, sul riordino della rete di offerta, sul contenimento dei tempi di attesa e sul rafforzamento del percorso di integrazione ospedale-territorio. Tutti argomenti di sicura pertinenza e competenza degli infermieri.

Gallera ha sottolineato che “[…] questo comitato darà il giusto apporto al cambiamento in atto; sono convinto ci siano le condizioni perché il nostro sistema organizzativo possa divenire il modello cui ispirarsi per l'evoluzione del modello nazionale […]”.

Noi auspichiamo, invece, che simili modalità di confronto e di lavoro non rappresentino mai più un modello positivo di crescita del sistema sociosanitario, né regionale, né, tantomeno, nazionale!