E’ prevista per mercoledì l’approvazione al Senato del Ddl salva vita, ovvero del disegno di legge che prevede l’installazione dei defibrillatori in tutti i luoghi pubblici e l’utilizzo di questo da parte di personale non sanitario e non formato.

Finalmente l’Italia si allinea agli altri Paesi Europei; il ddl in discussione lo abbiamo voluto fortemente io e la Dottoressa Daniela Aschieri di Piacenza”, a commentare la notizia, sulle pagine della nostra rivista, è Maurizio Cecchini, medico presso la Medicina di Urgenza Universitaria di Pisa, che oggi ha installato il suo 509º Dae nei luoghi pubblici della città pisana.

L’arresto cardiaco interessa 70.000 italiani all’anno, 200 decessi al giorno, uno ogni 8 minuti, con una prevalenza di eventi extraospedalieri. Se l’intervento non è tempestivo e veloce, le complicanze potenziali da arresto cardiaco sono notevolmente ingravescenti tempo dipendenti e possono portare alla morte del soggetto.

Quando siamo in presenza di un arresto cardiaco in ambiente extraospedaliero, il tempo che passa tra la chiamata al 118 e l’arrivo dei soccorsi sul posto, è mediamente di 10 minuti, tempo prezioso per salvare la vita di un paziente; ecco perché avere a disposizione un defibrillatore è indispensabile.

L’Arresto Cardiaco (AC) è una condizione caratterizzata da perdita dell’attività elettrica e meccanica del cuore, con arresto della funzione di pompa del cuore stesso.

 

Nell’85% dei casi l’AC è determinato da una grave aritmia, la fibrillazione ventricolare (FV), che causa un completo sovvertimento dell’attività elettrica cardiaca, con perdita della funzione di pompa ed assenza di circolo. L’unico trattamento efficace è costituito dalla defibrillazione che consiste nel far attraversare il cuore da un flusso di corrente continua in pochi millisecondi. Il passaggio dell’energia determina una sorta di blocco di tutta la caotica attività cardiaca, dando la possibilità al cuore di ristabilire la corretta sequenza dell’attivazione elettrica, con ripresa del circolo.

La percentuale di sopravvivenza dopo AC non trattato è del 2%. La prevalenza di AC avvenuto in presenza di testimoni è 60-65% e la percentuale di sopravvivenza dopo AC nel caso venga eseguita una defibrillazione precoce, entro 5 minuti, è del 50% circa.

Un recente articolo apparso su“International Journal of Clinical Medicine” (Cardiac Arrest Cases and Automated External Defibrillator Use in Railroad Stations in Tokyo) ha offerto un interessantissimo report statistico dei casi di arresto cardiaco nelle stazioni ferroviarie di Tokio. Gli autori dello studio dell’Università di Tokio hanno estratto dati davvero interessanti e significativi, che confermano analiticamente una realtà medico-scientifica ben nota: l’intervento immediato con manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP) in combinazione con l’uso di defibrillatori semiautomatici esterni (DAE), ancorché da parte di personale non sanitario, riduce in modo rilevante la mortalità.

Maurizio Cecchini ha creduto molto in questo ddl e nel suo progetto, ad oggi nella città di Pisa ha installato 509 defibrillatori in luoghi pubblici e tenuto centinaia di corsi gratuiti.

I numeri del progetto “Cecchini Cuore”

  • 12.000 first responders
  • 540 corsi gratuiti
  • 509 DAE installati all’esterno degli edifici

 

  • Oltre 50% delle scuole cardioprotette
  • DAE in bicicletta
  • AEDrone
  • Primo aeroporto cardioprotetto
  • Prima stazione ferroviaria cardioprotetta
  • Prime facoltà universitarie cardioprotette

 

Su 19 attivazioni DAE da personale non sanitario, sono stati 13 i sopravvissuti (68%) senza nessuna sequela.

“Usare il DAE è molto semplice, nel resto del mondo non occorre alcun patentino”, ribadisce Cecchini,tra norme, leggi, decreti regionali e non, si è solo creata una gran confusione nella quale le persone non sanno come muoversi, per paura di incorrere in problemi legali che NON esistono, ma che vengono in modo un po’ ingannevole, indotti”, continua, “ l’obbligo dei defibrillatori esiste per l’appunto ed è riconducibile al  decreto Balduzzi (dl n 158/2012), questo prevede l’obbligo di dotare gli impianti sportivi professionistici di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), tale obbligo fu esteso poi nel luglio 2017 anche alle associazioni o società sportive dilettantistiche. Ma il decreto Balduzzi non esplicita l’autorizzazione a personale non sanitario non formato, ma allo stesso tempo non prevede nessuna pena nel caso il Dae venga usato da laici.

Il Ddl in discussione al Senato mette nero su bianco quanto in maniera sottintesa già vigente”.

 

Chiunque volesse conoscere il progetto del Dott.re Cecchini questo il link al quale collegarsi: http://www.cecchinicuore.org/