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Chirurgia chiusa a Sarzana, NurSind denuncia caos e silenzi: pazienti e infermieri lasciati soli

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 09/01/2026

NurSind dal territorioSicilia

Al San Bartolomeo riorganizzazione improvvisa senza confronto: il sindacato degli infermieri accende i riflettori su sicurezza, lavoro e diritti

Sarzana, 09/01/2026. La riapertura delle attività chirurgiche dopo la pausa festiva si è trasformata, all’Ospedale San Bartolomeo di Sarzana, in una giornata segnata da confusione, disorientamento e forti criticità organizzative. Pazienti arrivati per interventi programmati senza indicazioni chiare, reparti riconvertiti improvvisamente, personale sanitario colto di sorpresa. Una situazione che ha spinto il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, a intervenire con una denuncia dura e circostanziata, mettendo in primo piano le ricadute su pazienti e infermieri.

Secondo quanto segnalato dal NurSind, il reparto di Chirurgia multispecialistica sarebbe stato di fatto soppresso e trasformato in Medicina multispecialistica senza alcuna comunicazione preventiva e senza informativa sindacale, generando un impatto immediato sull’organizzazione del lavoro e sui percorsi assistenziali.

  "Ci troviamo di fronte a una riconversione improvvisa che ha modificato radicalmente assetti, funzioni e carichi di lavoro", denuncia la segretaria territoriale NurSind, Assunta Chiocca.
 "Una decisione assunta in assenza di una pianificazione condivisa e trasparente, che ha colto di sorpresa il personale e disorientato i pazienti".

La giornata di mercoledì, primo giorno di ripresa degli interventi programmati, ha rappresentato il punto più critico. I pazienti, racconta il sindacato, si sono inizialmente recati presso la Chirurgia multispecialistica, salvo poi essere indirizzati verso l’unità di crisi dell’ospedale, struttura già destinata alla gestione delle influenze stagionali.

  "I pazienti chirurgici operandi sono stati trasferiti in un’unità non pensata né strutturalmente né organizzativamente per accoglierli", evidenzia il NurSind.
  "Una scelta che solleva seri interrogativi in termini di sicurezza, appropriatezza delle cure e continuità assistenziale".

Le criticità non si fermano ai pazienti. Al centro della denuncia del NurSind c’è anche la gestione del personale infermieristico, trasferito dalla Chirurgia multispecialistica all’unità di crisi e chiamato, a rotazione, a svolgere attività di tutoraggio per i nuovi colleghi.

  "Un compito delicato svolto senza una programmazione strutturata, senza un riconoscimento formale e in un contesto già fortemente sotto pressione", sottolinea la segretaria Chiocca.
  "Il risultato è un incremento significativo del carico di lavoro, un aumento dello stress fisico ed emotivo e una frammentazione delle competenze".

Il sindacato evidenzia come lo stesso personale sanitario non fosse stato messo a conoscenza della riorganizzazione, un aspetto che aggrava ulteriormente il quadro.

  "Tutto questo è avvenuto senza alcuna informativa sindacale, come purtroppo accade troppo spesso", ribadisce Chiocca.
  "Nessuna condivisione preventiva sugli impatti su turni, carichi di lavoro, sicurezza degli operatori e qualità delle cure. Un metodo che mina il clima di fiducia e svilisce il ruolo delle rappresentanze sindacali".

Sul piano istituzionale, ASL 5 Liguria ha replicato parlando di una riorganizzazione già prevista in un piano di gestione del sovraffollamento presentato nei mesi scorsi. Tuttavia, per il NurSind, resta centrale il problema del metodo adottato e della mancata comunicazione operativa al personale coinvolto.

Nella serata successiva sarebbe arrivato un parziale contrordine, con l’allestimento di una stanza all’interno della Chirurgia multispecialistica per ricavare quattro posti letto destinati ai pazienti in attesa di intervento. Un passo indietro che, secondo il sindacato, conferma l’inadeguatezza delle scelte iniziali.

  "Ancora una volta si chiede agli infermieri di tamponare emergenze organizzative senza strumenti, senza tutele e senza rispetto", conclude il NurSind.
  "La qualità dell’assistenza e la sicurezza dei pazienti non possono essere sacrificate a decisioni calate dall’alto".

L’episodio di Sarzana diventa così emblematico di una sanità che continua a riorganizzarsi senza un reale confronto con chi ogni giorno garantisce l’assistenza. Il NurSind rilancia con forza una richiesta chiara: centralità del lavoro infermieristico, rispetto delle regole e condivisione delle scelte, perché senza infermieri ascoltati non esiste sanità sicura.