Sanità, nasce il SIPER: finalmente sapremo quanti infermieri mancano
Un nuovo tassello per il governo della sanità pubblica italiana prende forma con l'istituzione del SIPER “Sistema Informativo per il Monitoraggio del Personale del SSN” previsto da uno schema di decreto del Ministero della Salute nell'ambito del PNRR, che dovrà essere esaminato dalla Conferenza Stato Regioni. Si tratta di uno strumento atteso da tempo, nato dall'esigenza concreta di sapere finalmente con precisione quanti e quali professionisti operano nel SSN, dove si trovano e dove mancano.
Perché adesso
L'urgenza dello strumento si misura sul grado di incertezza che ancora caratterizza la gestione del personale sanitario. Il Ministero della Salute ha ricevuto finora informazioni frammentarie, spesso non omogenee e in alcuni casi completamente assenti dalle Regioni, al punto che questa lacuna informativa ha influito direttamente su scelte di policy rilevanti, come il rinvio del vincolo di esclusività per gli infermieri. Nel frattempo il contesto peggiora: l'Italia conta appena 6,9 infermieri ogni mille abitanti contro una media OCSE di 9,2, un divario definito "storico", mentre Germania e Francia superano rispettivamente quota 13 e 11. Non si può programmare ciò che non si riesce a misurare, e il SIPER vorrebbe essere il rimedio strutturale a questa cecità.
Come funziona davvero e cosa c'è di nuovo
La domanda più legittima è in cosa il SIPER si distingua dai sistemi precedenti, che hanno già dimostrato di funzionare male. La risposta è articolata.
Il SIPER non nasce da zero, ma si innesta su infrastrutture già operanti. I dati sul personale del SSN transitano già attraverso l'infrastruttura della Ragioneria Generale dello Stato e vengono resi disponibili nel Sistema Informativo Sanitario Nazionale. Si pensi al SICO, il sistema conoscitivo della Ragioneria Generale che monitora trimestralmente la consistenza del personale di tutte le pubbliche amministrazioni: tra i dati acquisiti figurano organici, assunzioni, cessazioni e spesa per singola voce retributiva.
Il SIPER intende ereditare questa base e renderla sanitariamente significativa, aggiungendo il dettaglio professionale, la distribuzione territoriale e i carichi di lavoro che oggi mancano.
La seconda novità è la granularità: si passa da un conto annuale aggregato a rilevazioni trimestrali per singola figura professionale e per singola struttura, con standard tecnici definiti a livello nazionale, il che dovrebbe eliminare le disomogeneità tra sistemi regionali oggi incompatibili tra loro.
La terza novità riguarda il perimetro. Il nuovo sistema supera la tradizionale separazione tra pubblico e privato accreditato, mirando a una visione complessiva dell'offerta di personale, un salto significativo rispetto alle rilevazioni precedenti, che fotografavano solo il dipendente SSN in senso stretto.
Il quarto e più controverso elemento è quello dell'enforcement. Il rispetto degli obblighi informativi non è neutrale: il conferimento dei dati rientra tra gli adempimenti necessari per accedere ai finanziamenti integrativi statali, un meccanismo già noto nel sistema sanitario. In pratica, la Regione che non trasmette i dati rischia di perdere risorse. Questa leva era già prevista per altri flussi informativi, con esiti non sempre convincenti. La differenza questa volta è duplice: i 7,5 milioni del PNRR destinati all'adeguamento delle infrastrutture regionali vengono erogati in anticipo, abbassando così l'alibi tecnico e la scadenza europea del PNRR crea una pressione esterna che storicamente ha funzionato meglio degli obblighi puramente amministrativi.
Le voci dei protagonisti
Il SIPER arriva in un momento in cui il tema del personale sanitario è al centro di un confronto serrato tra istituzioni e professioni. Il ministro Schillaci ha più volte indicato la valorizzazione degli operatori come priorità, definendo la "gratificazione degli operatori sanitari" una priorità assoluta e attribuendo a loro il merito delle performance internazionali del SSN Quotidiano Sanità, impegnandosi a destinare le risorse aggiuntive della manovra ad aumenti retributivi e nuove assunzioni. Dal fronte infermieristico, la FNOPI è intervenuta di recente in Parlamento con una posizione che si intreccia direttamente con le finalità del SIPER: il consigliere del Comitato Centrale Saverio Andreula ha sottolineato che riconoscere il contributo dell'assistenza infermieristica "significa migliorare la programmazione, rafforzare il monitoraggio e garantire una maggiore equità nell'accesso alle cure", chiedendo che una parte significativa del lavoro infermieristico, oggi poco visibile nei sistemi di rilevazione ufficiali, venga finalmente resa misurabile.
Uno strumento necessario, ma non sufficiente
Il SIPER non risolve la carenza di personale, ma ne è il presupposto conoscitivo indispensabile. Se la combinazione tra obblighi vincolati al finanziamento e adeguamento infrastrutturale finanziato dal PNRR riuscirà a garantire flussi dati regolari e omogenei, il sistema potrà trasformare la crisi del personale sanitario da problema percepito a problema misurato. Un primo passo necessario, anche se non sufficiente, per cominciare davvero ad affrontarla.
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