Mensa ospedaliera chiusa a Montecchio, NurSind chiama il territorio a sostegno
di
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 03/05/2026
Dal Franchini di Montecchio l’appello di Natascia Cersosimo: servono convenzioni con i locali per garantire dignità e servizi agli infermieri
di Giuseppe Provinzano
"Quando si parla di sanità, spesso si guarda ai grandi numeri e alle riforme strutturali. Ma sono i servizi quotidiani, quelli che incidono direttamente sulla vita degli operatori e dei pazienti, a raccontare la vera qualità di un sistema. La chiusura di una mensa ospedaliera non è mai solo una scelta organizzativa: è un segnale. E il NurSind, con il suo referente territoriale, sceglie di non restare in silenzio".
Montecchio, 03/05/2026. La riorganizzazione del servizio di ristorazione all’ospedale Franchini di Montecchio, con la chiusura della cucina interna e l’introduzione del vassoio personalizzato preparato a Reggio Emilia, apre una riflessione che va ben oltre la semplice logistica.
A prendere posizione è con decisione il NurSind, attraverso la sua referente territoriale Natascia Cersosimo, che porta al centro dell’attenzione le ricadute su operatori e pazienti.
«Siamo molto dispiaciuti per la chiusura della cucina. Si chiude anche un capitolo virtuoso nella storia dell’ospedale»
Un passaggio che segna, secondo il sindacato, la fine di un modello che per anni ha garantito qualità e prossimità.
«Questa mensa ha servito pazienti e dipendenti per moltissimi anni. Sicuramente la qualità del cibo non sarà più la stessa»
Il nodo, sottolineato dal NurSind, riguarda proprio la qualità del servizio, con pasti preparati altrove e trasportati, che rischiano di perdere in freschezza e valore.
«Un cibo preparato a Reggio al mattino e servito ore dopo non è come un pasto cucinato sul momento»
Sul fronte dei lavoratori, l’Ausl ha previsto soluzioni alternative, tra cui take away, utilizzo di carte nei locali convenzionati e accesso ampliato al bar interno. Ma per il sindacato queste misure non bastano a garantire pienamente condizioni adeguate, soprattutto per chi lavora su turni.
Ed è proprio qui che il NurSind, con la sua segretaria territoriale, rilancia con un appello diretto al tessuto economico locale.
«Ci rivolgiamo ai commercianti e ai titolari di locali: date disponibilità per convenzioni con l’Ausl. Abbiamo bisogno della solidarietà della Val d’Enza»
Un invito che assume il valore di una chiamata collettiva alla responsabilità.
«Noi siamo sempre pronti a sostenere il territorio. Ora chiediamo che il territorio sostenga i nostri infermieri»
Il messaggio è chiaro e forte: la qualità della sanità passa anche dalla qualità delle condizioni di lavoro di chi la rende possibile ogni giorno.
«Servono locali convenzionati. Sappiamo di poter contare su questo territorio»
Ancora una volta il NurSind, attraverso Natascia Cersosimo, si conferma presidio attivo non solo di denuncia, ma anche di proposta, mettendo al centro gli infermieri e il loro diritto a servizi dignitosi.
Il messaggio del NurSind è netto: la tutela degli infermieri passa anche da servizi adeguati, dignitosi e accessibili. E quando questi vengono meno, è necessario costruire nuove reti, coinvolgendo chi vive e lavora nello stesso territorio.
In un momento in cui la sanità è chiamata a riorganizzarsi, il sindacato degli infermieri dimostra ancora una volta di voler essere non solo voce critica, ma anche motore di soluzioni concrete, mantenendo al centro chi ogni giorno garantisce cura e assistenza.