Latina, infermiera aggredita al Goretti, il NurSind: ''Ora basta, la legge va applicata''
Dopo l’ennesimo episodio al Goretti, il segretario territoriale Giovanni Santucci chiede verifiche immediate sull’applicazione della legge anti-violenza
di Giuseppe Provinzano
"Quando un infermiere viene aggredito mentre presta assistenza, non si colpisce soltanto un professionista sanitario: si colpisce il cuore stesso del sistema sanitario pubblico. I Pronto Soccorso italiani continuano a trasformarsi in luoghi ad alta tensione, dove il personale opera troppo spesso in condizioni di insicurezza e sotto pressione costante.
Le nuove norme introdotte dal legislatore rappresentano un cambio di passo importante, ma la loro efficacia dipende dalla reale applicazione all’interno delle aziende sanitarie. Per questo il NurSind Latina, guidato dal segretario territoriale Giovanni Santucci, ha deciso di alzare il livello dell’attenzione istituzionale dopo l’ennesima aggressione registrata nella rete dell’emergenza pontina".
Latina, 08/05/2026. È una presa di posizione dura e senza mezzi termini quella assunta dal NurSind Latina dopo l’ennesima aggressione subita da una infermiera in servizio presso il Pronto Soccorso dell’ospedale “Santa Maria Goretti”.
A firmare la richiesta ufficiale inviata tramite PEC alla Direzione Generale della ASL Latina è il segretario territoriale del NurSind Latina, Giovanni Santucci, che chiede verifiche puntuali sull’applicazione delle disposizioni previste dalla Legge 18 novembre 2024 n.171, normativa introdotta per rafforzare la tutela degli operatori sanitari vittime di violenza.
La nota sindacale coinvolge non soltanto il presidio “Santa Maria Goretti” di Latina, ma anche gli ospedali Dono Svizzero di Formia, Fiorini di Terracina e San Giovanni di Dio, strutture dove il tema della sicurezza degli operatori continua a rappresentare una criticità crescente.
“La sicurezza degli operatori sanitari deve rappresentare una priorità assoluta e non più rinviabile.”
Nel documento, Giovanni Santucci riconosce l’attenzione dimostrata nel tempo dalla ASL Latina verso il fenomeno delle aggressioni, ma evidenzia come oggi servano azioni concrete e procedure rigorose, soprattutto dopo le novità introdotte dalla nuova normativa nazionale.
La Legge 171/2024 ha infatti introdotto strumenti molto più incisivi contro la violenza in sanità, prevedendo la procedibilità d’ufficio per le aggressioni al personale sanitario, l’arresto obbligatorio anche in flagranza differita entro 48 ore, pene aggravate per lesioni e danneggiamenti alle strutture ospedaliere e la possibilità di celebrare rapidamente il processo per direttissima.
Secondo il NurSind Latina, tali disposizioni non possono restare soltanto principi teorici.
“Non sono più tollerabili tentennamenti o semplici risposte formali: chi lavora in prima linea nei Pronto Soccorso deve sentirsi realmente protetto.”
Nella richiesta indirizzata alla Direzione Generale, il sindacato domanda se l’Azienda sanitaria abbia predisposto protocolli operativi strutturati per la gestione delle aggressioni, se venga garantita la tempestiva trasmissione degli atti all’Autorità Giudiziaria e se siano pienamente attivi sistemi efficaci di raccolta delle prove, comprese immagini di videosorveglianza, testimonianze e referti sanitari.
Particolare attenzione viene posta anche sulle misure preventive e organizzative adottate per contrastare il fenomeno, sempre più frequente nei contesti di emergenza-urgenza.
L’intervento del NurSind Latina riporta così al centro del dibattito il tema della sicurezza nei Pronto Soccorso italiani, dove infermieri e operatori sanitari continuano a lavorare in condizioni spesso critiche, tra carenze strutturali, tensioni sociali e rischio costante di aggressioni.
“La piena applicazione della legge rappresenta non solo un obbligo giuridico, ma un segnale concreto di tutela verso chi ogni giorno garantisce il diritto alla salute dei cittadini.”
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