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Toscana, NurSind denuncia: ''Case di comunità aperte senza infermieri''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 09/05/2026

NurSind dal territorioToscana

Il sindacato lancia l’allarme sulla sanità territoriale: “Mancano oltre 5mila infermieri, rischio strutture vuote e servizi al collasso”


di Giuseppe Provinzano

C’è una sanità che inaugura edifici, taglia nastri e presenta progetti innovativi finanziati dal PNRR. E poi c’è la realtà quotidiana vissuta dagli infermieri sul territorio, fatta di organici ridotti, straordinari continui e professionisti spostati da un servizio all’altro per coprire emergenze ormai croniche. È su questa frattura tra propaganda e realtà che il NurSind Toscana torna ad accendere i riflettori, denunciando una situazione che rischia di compromettere il futuro stesso dell’assistenza territoriale.


FIRENZE, 09/05/2026 – Le nuove Case di comunità inaugurate in Toscana rischiano di diventare “scatole vuote” se non verrà affrontata immediatamente la drammatica carenza di personale infermieristico. A lanciare l’allarme è il NurSind Toscana, attraverso il segretario regionale Giampaolo Giannoni, che denuncia una situazione sempre più critica nelle strutture territoriali finanziate con i fondi del PNRR.

Secondo il sindacato delle professioni infermieristiche, le aperture delle nuove strutture starebbero avvenendo senza una reale pianificazione delle risorse umane necessarie per garantirne il funzionamento quotidiano.

“La Regione continua a inaugurare Case di comunità senza preoccuparsi di chi dovrà mandarle avanti. Si aprono strutture nuove, ma senza infermieri sufficienti per garantire servizi reali ai cittadini”, denuncia il segretario regionale del NurSind Toscana, Giampaolo Giannoni.

Il malcontento arriva direttamente dagli infermieri di famiglia e di comunità impegnati sul territorio, che – secondo quanto riferisce il NurSind – vengono ormai frequentemente spostati per coprire turni e carenze nelle nuove Case di comunità e nei Punti di intervento rapido, spesso facendo ricorso massiccio allo straordinario.

“Si sta facendo un gioco pericoloso – attacca Giannoni – perché il personale territoriale è già allo stremo e non può essere svuotato per riempire artificialmente nuove strutture. Servono assunzioni vere, dedicate e immediate”.

Il NurSind punta il dito contro quella che definisce una programmazione regionale insufficiente e scollegata dalla reale disponibilità di professionisti sanitari. Una situazione che, secondo il sindacato, rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi mesi, soprattutto durante il periodo estivo, quando ferie, sostituzioni e carenze croniche metteranno ancora più sotto pressione il sistema sanitario territoriale.

“In Toscana mancano almeno 5mila infermieri e si continua a far finta di niente. A livello nazionale ne servirebbero circa 70mila per rendere realmente operative le Case di comunità previste dal PNRR. Quegli infermieri oggi semplicemente non esistono”, prosegue Giannoni.

Per il NurSind il rischio concreto è quello di creare strutture moderne solo sulla carta, prive però delle professionalità necessarie per garantire assistenza continuativa, presa in carico dei pazienti e supporto reale alla rete ospedaliera.

Il sindacato chiede quindi alla Regione Toscana un piano straordinario di reclutamento infermieristico e l’apertura immediata di un confronto con le organizzazioni sindacali, denunciando quello che viene definito un “silenzio assordante” da parte dell’assessorato regionale.

“Di fronte a tutto questo persiste il silenzio dell’assessora Monni, che continua a rifiutare ogni momento di interlocuzione con la parte sindacale”, conclude il segretario regionale del NurSind Toscana.

L’impressione, sempre più diffusa tra gli operatori sanitari, è che la sanità territoriale rischi di reggersi ancora una volta esclusivamente sul sacrificio del personale già in servizio. Una condizione che il NurSind giudica ormai non più sostenibile.