CGS contro la stangata Irpef in Puglia: ''No ai sacrifici su lavoratori e cittadini'
di
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 20/05/2026
La Confederazione Generale Sindacale alza il muro contro l’aumento dell’addizionale regionale IRPEF
di Giuseppe Provinzano
"Quando sanità, scuola e pubblica amministrazione decidono di fare fronte comune, significa che il livello di allarme ha ormai superato la soglia della normale tensione sindacale. In Puglia la Confederazione Generale Sindacale CGS scende in campo contro l’ipotesi di aumento dell’addizionale regionale IRPEF annunciata dalla Regione per coprire il disavanzo sanitario 2025 stimato in circa 350 milioni di euro.
Una presa di posizione forte, compatta e trasversale che vede unite le rappresentanze del mondo sanitario, scolastico e delle funzioni pubbliche. La CGS, insieme alle organizzazioni aderenti NurSind, Gilda degli Insegnanti e FLP, chiede l’immediata apertura di un confronto politico e istituzionale con il Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, denunciando il rischio concreto di scaricare ancora una volta il peso della crisi sui lavoratori dipendenti e sul ceto medio".
Bari, 20/05/2026. La Confederazione Generale Sindacale CGS rompe il silenzio e attacca duramente la scelta della Regione Puglia di ricorrere alla leva fiscale per fronteggiare il deficit della sanità regionale. In una nota ufficiale indirizzata al Presidente della Giunta regionale, le sigle sindacali parlano apertamente di una misura socialmente ingiusta e politicamente sbagliata.
“Riteniamo inaccettabile che a pagare il conto di errori gestionali e politici siano ancora una volta i cittadini pugliesi, i pensionati e i lavoratori dipendenti.”
Secondo le prime indiscrezioni, l’aumento dell’addizionale regionale IRPEF colpirebbe prevalentemente i redditi superiori ai 28 mila euro, andando a incidere in maniera significativa proprio sulle fasce lavoratrici della sanità, della scuola e della pubblica amministrazione.
La CGS evidenzia come il problema non possa essere affrontato con nuove tasse senza prima intervenire sulle criticità strutturali che da anni caratterizzano il sistema sanitario pugliese.
In particolare, il NurSind regionale sottolinea come il comparto sanitario viva da oltre sedici anni in una situazione di costante emergenza organizzativa, aggravata dal piano di rientro attivo dal 2010.
“I sacrifici chiesti in questi anni non hanno prodotto il superamento delle criticità, ma solo dotazioni organiche insufficienti, turni massacranti e mancata valorizzazione del personale.”
Nel documento si evidenzia inoltre la carenza di investimenti sul welfare contrattuale, con riferimento al mancato riconoscimento di strumenti fondamentali come buoni pasto e misure di sostegno alla genitorialità.
Al fianco della sanità si schiera anche il mondo della scuola. La Gilda degli Insegnanti della Puglia denuncia infatti il rischio di un ulteriore impoverimento degli stipendi di docenti e personale ATA, già duramente colpiti dall’inflazione e dall’aumento del costo della vita.
Anche la FLP regionale, rappresentativa del personale delle funzioni centrali e locali, parla di una scelta che rischia di colpire direttamente i pilastri dello Stato sociale.
“È paradossale che la Regione Puglia decida di colpire la classe lavoratrice e i servitori dello Stato per ripianare buchi di bilancio sanitari, senza una reale revisione dei modelli organizzativi e della spesa.”
Le organizzazioni aderenti alla CGS contestano inoltre il mancato coinvolgimento preventivo delle rappresentanze sindacali nelle scelte strategiche che avranno ricadute dirette sui cittadini pugliesi.
Per questo motivo, CGS, NurSind, Gilda e FLP hanno chiesto con urgenza la convocazione di un tavolo formale con il Presidente della Regione Puglia. In assenza di risposte concrete, i sindacati annunciano la possibilità di avviare azioni di mobilitazione.
A sottoscrivere il documento sono il Coordinatore Regionale CGS Francesco Balducci, Giuseppe Giampietro per il NurSind regionale, Carmela Mastrovito per FGU Gilda Unams e Giuseppe Mancini per FLP regionale.