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Gli negano i buoni pasto: il NurSind interviene e il giudice dà ragione

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 20/04/2026

NurSind dal territorioSicilia

Il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto condanna l’Asp: riconosciuti diritti negati per anni agli infermieri


di Giuseppe Provinzano

"C’è un filo sottile che separa il diritto riconosciuto sulla carta da quello realmente esercitato nei luoghi di lavoro. In sanità, troppo spesso, quel filo si spezza proprio sulle spalle di chi garantisce assistenza ogni giorno. Quando però a ricucirlo interviene un sindacato determinato, il risultato non è solo una vittoria individuale, ma un precedente che rafforza l’intero sistema dei diritti".


20/04/2026. A Messina arriva un nuovo, significativo pronunciamento della giustizia del lavoro che riafferma con forza un principio fondamentale per gli infermieri e per tutto il personale sanitario. Il NurSind si conferma protagonista nella tutela concreta dei lavoratori, ottenendo una sentenza che restituisce dignità a un diritto troppo spesso ignorato: il riconoscimento dei buoni pasto per turni superiori alle sei ore.

Il caso, che ha visto contrapposti un infermiere e l’Azienda sanitaria provinciale di Messina, si è concluso davanti al giudice del lavoro del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, Claudia Giovanna Bisignano, con una decisione netta. L’azienda è stata condannata a risarcire oltre mille buoni pasto relativi a periodi lavorativi che risalgono fino al 2016, per un valore complessivo di circa 7 mila euro.

Una pronuncia che non lascia spazio a interpretazioni e che richiama direttamente quanto previsto dal contratto collettivo del comparto sanità, troppo spesso disatteso nella pratica quotidiana. Il diritto alla pausa e alla consumazione del pasto non è una concessione, ma una condizione imprescindibile quando la prestazione lavorativa supera determinate soglie temporali.

Ad affiancare il professionista sanitario in questa battaglia legale sono stati gli avvocati Salvatore Lincoln e Francesca Ferro, con il ruolo del NurSind come elemento determinante nel portare avanti una vertenza che assume valore collettivo.

«Ancora una volta viene ribadito un principio chiaro: ogni turno superiore alle sei ore dà diritto al buono pasto. Non si tratta di un beneficio accessorio, ma di un diritto contrattuale che le aziende devono garantire senza interpretazioni restrittive»

«Questa sentenza rappresenta un segnale forte per tutti i lavoratori della sanità: il rispetto del contratto non è negoziabile. Il Nursind continuerà a vigilare e ad agire ogni volta che i diritti verranno messi in discussione»

Il pronunciamento rafforza un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato e apre la strada ad ulteriori rivendicazioni da parte di operatori sanitari che si trovano nelle stesse condizioni. Non è solo una questione economica, ma il riconoscimento del valore del lavoro svolto in turni spesso massacranti, dove anche una pausa adeguata diventa elemento essenziale per la sicurezza e la qualità dell’assistenza.

Il NurSind, ancora una volta, dimostra come l’azione sindacale possa trasformarsi in risultati concreti, incidendo direttamente sulla vita professionale degli infermieri e contribuendo a ristabilire equità nei rapporti di lavoro all’interno del sistema sanitario.