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Caserta, NurSind: ''Nuovo Policlinico fondamentale, ma senza personale resta incompleto''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 21/05/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Reparti sotto pressione al Sant’Anna e San Sebastiano. Susan Covelli: “Servono assunzioni vere e un’accelerazione dei lavori”


di Giuseppe Provinzano

C’è una sanità che continua a reggersi sul sacrificio quotidiano degli operatori, sui turni coperti con fatica e sulle prestazioni aggiuntive diventate ormai prassi ordinaria. Ma quando anche chi vive ogni giorno i reparti denuncia pubblicamente una condizione di affanno strutturale, allora il problema non può più essere ignorato. Da Caserta arriva l’ennesimo grido d’allarme del NurSind, che torna a puntare i riflettori sulla carenza di personale, sui ritardi infrastrutturali e sulla necessità di investire concretamente nella sanità pubblica.


 

 
Caserta, 21/05/2026. Il nuovo Policlinico di Caserta potrebbe rappresentare una svolta per l’intero sistema sanitario della provincia, alleggerendo la pressione sui presidi ospedalieri già al limite e offrendo nuove risposte ai cittadini. Ma senza personale e senza un’accelerazione concreta dei lavori, il rischio è che tutto resti soltanto una promessa.

A sostenerlo è Susan Covelli, infermiera dell’AORN Sant'Anna e San Sebastiano e dirigente sindacale del NurSind di Caserta, che fotografa una situazione sempre più delicata all’interno dell’ospedale casertano.

“Il nuovo Policlinico sarebbe una vera boccata d’ossigeno per il territorio. Se venisse dotato anche di un pronto soccorso, cambierebbe radicalmente la gestione dei pazienti e dell’emergenza sanitaria”, evidenzia Covelli.

Secondo la dirigente sindacale, i reparti che oggi soffrono maggiormente sono proprio quelli legati all’emergenza-urgenza, dove il sovraffollamento e la carenza di personale stanno mettendo a dura prova gli operatori sanitari.

“Oggi i reparti dell’emergenza lavorano in condizioni di forte pressione. Ci sarebbero più posti disponibili e meno pazienti concentrati sull’ospedale di Caserta se il nuovo Policlinico fosse operativo”, sottolinea il NurSind.

Ma il nodo centrale resta ancora una volta quello delle assunzioni. Per il sindacato non basta costruire nuove strutture se poi mancano infermieri, OSS e professionisti sanitari da impiegare nei servizi.

“Continuiamo ad aprire nuove strutture, come le Case di Comunità, ma il personale viene semplicemente spostato da altri servizi già in difficoltà. Senza nuove risorse umane il sistema non regge”, denuncia Covelli.

Il riferimento è anche alla situazione vissuta quotidianamente all’interno dell’ospedale Sant'Anna e San Sebastiano, dove secondo il NurSind il ricorso continuo alle prestazioni aggiuntive non può rappresentare una soluzione stabile.

“Le prestazioni aggiuntive sono soltanto un rimedio temporaneo. I fondi non sono infiniti e il personale resta sempre lo stesso. Così aumentano stress, stanchezza e responsabilità”, afferma la dirigente sindacale.

Nel mirino del sindacato finiscono soprattutto i settori più delicati della struttura ospedaliera, dalle sale operatorie della cardiochirurgia e della vascolare fino al pronto soccorso.

“I colleghi sono pochi e il carico assistenziale cresce continuamente. In ospedale ci prendiamo cura delle persone, e questo non dovrebbe mai essere dimenticato”, ribadisce il NurSind.

La segreteria territoriale del sindacato sottolinea inoltre di aver inviato nel tempo numerose segnalazioni e richieste alla dirigenza aziendale, senza però ottenere, fino a oggi, risposte definitive.

Qualche segnale, secondo Covelli, sarebbe arrivato attraverso due avvisi pubblici finalizzati all’assunzione a tempo determinato di infermieri e operatori socio-sanitari per sostituire le assenze programmate, come maternità o lunghi periodi di malattia. Procedure ancora in corso e sulle quali il sindacato mantiene alta l’attenzione.

Nel frattempo resta aperta anche la questione del nuovo Policlinico, con il cantiere che procede lentamente e con tempi che, secondo il NurSind, non sono più compatibili con le necessità reali del territorio.

“Qualcosa si muove, qualche passo avanti si vede, ma bisogna accelerare. La sanità casertana non può più aspettare”, conclude Susan Covelli.