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Tavolo infermieri permanente in Regione, NurSind ER: ''Bene, ma ora servono fatti concreti''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 27/05/2026

Emilia RomagnaNurSind dal territorio

La Regione apre al confronto sulla professione infermieristica. Il NurSind Emilia-Romagna: “Ora servono investimenti, personale e risposte immediate”


di Giuseppe Provinzano

Per anni gli infermieri hanno sostenuto il peso di una sanità pubblica sempre più fragile, tra carenze croniche di personale, turni massacranti e responsabilità crescenti. Oggi, dall’Emilia-Romagna, arriva un segnale politico che potrebbe rappresentare un punto di svolta. Ma per il NurSind il tempo delle promesse è finito: adesso servono scelte concrete, investimenti e un confronto stabile con chi rappresenta davvero la professione infermieristica.


BOLOGNA, 27/05/2026 – Il NurSind Emilia-Romagna accoglie con favore l’apertura della Regione rispetto all’istituzione di un Tavolo permanente dedicato alla professione infermieristica, ma avverte: non bastano dichiarazioni d’intenti o percorsi formali privi di contenuti operativi. Dopo anni di criticità irrisolte, il sindacato delle professioni infermieristiche chiede che alle parole seguano decisioni rapide, investimenti strutturali e un confronto permanente con le organizzazioni maggiormente rappresentative della categoria.

L’attenzione sul tema si è riaccesa dopo l’interrogazione presentata dalla consigliera regionale Maria Laura Arduini e la successiva risposta dell’assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi, che ha manifestato disponibilità alla creazione di uno spazio stabile di confronto dedicato agli infermieri.

Per il NurSind si tratta di un segnale importante, soprattutto perché riporta al centro del dibattito problematiche che il sindacato denuncia da tempo: carenza di personale, difficoltà di reclutamento, abbandono dei percorsi formativi, aumento dei carichi di lavoro e perdita di attrattività della professione infermieristica.

“Accogliamo positivamente l’apertura della Regione sull’istituzione di un Tavolo permanente dedicato alla professione infermieristica, ma ora servono atti concreti, tempi certi e investimenti reali”, dichiara Antonella Rodigliano.

Secondo il NurSind, il rischio è che il confronto resti confinato a una dimensione puramente politica o programmatica senza produrre risultati tangibili per i professionisti sanitari che ogni giorno garantiscono il funzionamento del sistema sanitario regionale.

“Il confronto è importante, ma non può fermarsi alle dichiarazioni di principio”, sottolinea Rodigliano. “Già nella precedente legislatura era stata condivisa la proposta di istituire un Tavolo regionale sul benessere lavorativo degli infermieri, senza che a quell’impegno siano poi seguite convocazioni ufficiali o decisioni operative”.

Il sindacato evidenzia come la valorizzazione della professione infermieristica debba necessariamente tradursi in misure concrete sul piano economico, professionale e organizzativo. Per il NurSind non è più rinviabile un piano regionale che affronti seriamente la crisi della professione, oggi sempre meno attrattiva per i giovani e sempre più gravata da responsabilità eccessive.

“Gli infermieri sono sempre più schiacciati da responsabilità crescenti e condizioni di lavoro estremamente complesse. Senza investimenti veri sarà impossibile rendere nuovamente attrattiva questa professione”, rimarca il NurSind Emilia-Romagna.

Nel comunicato, il sindacato pone anche l’accento sulla necessità che il futuro Tavolo permanente coinvolga tutte le sigle maggiormente rappresentative della professione infermieristica, evitando esclusioni che rischierebbero di svuotare di significato il percorso di confronto.

“Escludere chi rappresenta quotidianamente migliaia di infermieri significherebbe allontanare il tavolo dalle reali esigenze della categoria”, avverte il NurSind.

Per il sindacato, il momento richiede scelte coraggiose e una strategia chiara per salvaguardare il futuro della sanità pubblica regionale. La crisi infermieristica, infatti, non riguarda soltanto gli operatori, ma investe direttamente la qualità dell’assistenza garantita ai cittadini.

“Gli infermieri attendono da anni risposte concrete. Il confronto deve trasformarsi in valorizzazione professionale, investimenti e miglioramento reale delle condizioni di lavoro”, conclude il NurSind Emilia-Romagna.

Secondo il sindacato, soltanto attraverso un piano serio di rilancio della professione infermieristica sarà possibile garantire un sistema sanitario pubblico realmente sostenibile, efficiente e vicino ai bisogni dei cittadini.