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Carcere Avellino, il NurSind: assunzioni ok ma senza acqua è ancora emergenza

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 27/04/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Dopo i nuovi bandi dell’ASL, il sindacato rilancia: avanti sull’organico, ma senza acqua notturna rischio sanitario inaccettabile


di Giuseppe Provinzano

"C’è una linea sottile tra emergenza e normalità che, nella sanità italiana, viene troppo spesso attraversata senza che nessuno se ne accorga. Non è il caso del NurSind, che continua a trasformare le segnalazioni in azione concreta e risultati tangibili. Ad Avellino, qualcosa si muove davvero. Ma la battaglia, quella per condizioni dignitose e sicure, è tutt’altro che conclusa".


Avellino 27/04/2026. C’è un segnale, ed è concreto. Ma non è ancora la soluzione.

La vicenda della sanità all’interno della Casa Circondariale “Antimo Graziano Bellizzi” di Avellino torna al centro del dibattito grazie all’azione incisiva del NurSind, che nelle scorse settimane aveva denunciato una situazione ormai al limite della sostenibilità.

Un’azione sindacale forte, documentata e insistente, che oggi produce i primi risultati. L’ASL di Avellino ha infatti pubblicato due avvisi pubblici urgenti per il reclutamento di personale a tempo determinato, prevedendo l’inserimento di dodici infermieri e sei operatori socio-sanitari destinati agli istituti penitenziari.

Un intervento atteso, che arriva dopo una fase critica segnata da una carenza drammatica di personale, con appena due unità infermieristiche a fronte di una popolazione detenuta che supera le seicento persone.

«Vogliamo dare atto al Direttore Generale dell’ASL di Avellino, Dott.ssa Maria Concetta Conte, di aver recepito con tempestività le nostre istanze. Questi nuovi innesti permetteranno ai colleghi che oggi operano in condizioni di estremo sottodimensionamento — ricordiamo, solo 2 unità per oltre 600 detenuti — di tirare finalmente un sospiro di sollievo e di garantire i livelli essenziali di assistenza in sicurezza.»
Romina Iannuzzi, Segretario territoriale NurSind Avellino

Il riconoscimento del NurSind non è formale, ma sostanziale. Il sindacato sottolinea come l’intervento dell’azienda sanitaria rappresenti un primo passo verso una gestione più dignitosa e sicura dell’assistenza sanitaria in carcere.

Eppure, la normalità è ancora lontana.

Accanto al tema dell’organico, infatti, permane una criticità che il sindacato definisce senza mezzi termini “disumana e pericolosa”: l’assenza di acqua corrente durante le ore notturne all’interno della struttura penitenziaria.

Una condizione che va ben oltre il disagio e che impatta direttamente sulla sicurezza sanitaria.

«L’assunzione di nuovo personale è fondamentale, ma non possiamo dimenticare che quegli stessi lavoratori e la popolazione detenuta continuano a non avere accesso all’acqua di notte. Senza acqua non si può garantire il lavaggio delle mani, prima e fondamentale barriera contro le infezioni in un ambiente comunitario chiuso.»

Il richiamo è chiaro e diretto. Senza condizioni igieniche minime, qualsiasi potenziamento dell’organico rischia di perdere efficacia. La prevenzione delle infezioni, soprattutto in contesti chiusi e ad alta densità come gli istituti penitenziari, passa da gesti semplici ma imprescindibili.

«Chiediamo che, con lo stesso pragmatismo mostrato dall'ASL, anche l'Amministrazione Penitenziaria e gli organi competenti risolvano immediatamente questo deficit strutturale.»

La posizione del NurSind Avellino resta dunque ferma: bene i primi segnali, ma non si può parlare di soluzione finché persistono condizioni che ledono la dignità del lavoro e il diritto alla salute.

Una linea coerente con quanto già denunciato nelle scorse settimane, quando il sindacato aveva acceso i riflettori su una realtà al limite del collasso.
Per approfondire la situazione precedente è possibile leggere anche il seguente articolo: Turni impossibili, carenze gravi e criticità igieniche: il sindacato lancia l’allarme e prepara la mobilitazione

Il monitoraggio continuerà, assicurano dal sindacato, perché la sanità penitenziaria non può essere considerata un sistema di serie B. E perché, come ribadito con forza, la tutela della salute pubblica non può essere garantita a metà.