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Cosenza, psichiatria al collasso, la denuncia del NurSind: ''Servono risposte immediate''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 27/04/2026

CalabriaNurSind dal territorio

Dalla carenza di strutture per minori ai posti letto insufficienti: il sindacato chiede confronto urgente e rilancio della rete territorialeterritoriale


di Giuseppe Provinzano

"C’è un punto in cui il sistema sanitario smette di essere solo organizzazione e diventa responsabilità collettiva. È lì che si misura la tenuta reale dei servizi, soprattutto quando si parla di salute mentale. E oggi, a Cosenza, quel punto è stato raggiunto".


Cosenza, 27/04/2026. Il cuore della questione è chiaro: rafforzare l’assistenza psichiatrica, a partire dall’emergenza-urgenza fino alla presa in carico territoriale, con interventi concreti e risorse dedicate. Il NurSind mette in evidenza una situazione che rischia di diventare strutturale se non affrontata con decisione, soprattutto per quanto riguarda i pazienti più fragili.

«Riteniamo necessario aprire un confronto con la Direzione Generale dell’ASP di Cosenza per rafforzare la prevenzione e l’assistenza nella salute mentale, attraverso azioni concrete e risorse dedicate per screening, supporto psicologico e interventi rapidi in caso di urgenza»

A pesare è soprattutto il ritardo nello sviluppo di percorsi adeguati per l’età evolutiva. Secondo quanto denunciato dal sindacato, quasi il 60% del territorio provinciale risulta privo di strutture e percorsi di emergenza-urgenza dedicati ai pazienti psichiatrici minorenni, mentre persistono forti carenze nella rete ospedaliera e nei collegamenti con il territorio.

«Sul territorio provinciale, per quasi il 60%, non sono stati ancora sviluppati percorsi adeguati per l’emergenza psichiatrica in età evolutiva. Servono risposte immediate, strutture dedicate e percorsi di cura anche residenziali per i pazienti adulti»

Il NurSind evidenzia la necessità di riorganizzare l’intero sistema, a partire dalla gestione delle acuzie psichiatriche nei minori, passando per un triage realmente appropriato nei pronto soccorso, fino alla possibilità di effettuare accertamenti e trattamenti anche in assenza di consenso, garantendo sempre la presenza dello specialista.

Ma è sull’assetto organizzativo interno che emergono le criticità più evidenti. Il reparto di Psichiatria dell’ospedale di Cosenza, secondo il sindacato, opera in condizioni di forte pressione, con un numero di posti letto inadeguato rispetto alla domanda reale.

«Riteniamo profondamente errata la gestione dei 12 posti letto, non sufficienti alle continue richieste di ricovero. Si arriva di fatto a 13 o 14 pazienti, con gravi ripercussioni sull’organizzazione e sulla qualità dell’assistenza»

Una situazione che si traduce in sovraccarico per il personale sanitario, già segnato da fenomeni di burnout, stress lavorativo e crescente età media degli operatori. Il rischio, evidenzia il NurSind, è quello di compromettere ulteriormente la qualità delle cure e la sicurezza degli stessi operatori.

Nel documento, firmato dal segretario territoriale Roberto Mazzucca, emerge con forza la richiesta di un cambio di passo, che passi anche attraverso la valorizzazione delle professionalità presenti, una migliore gestione delle risorse e una verifica puntuale dell’utilizzo dei fondi disponibili.

«Il confronto è indispensabile per verificare la reale spendibilità delle risorse e per potenziare strutture e personale. Occorre valorizzare le eccellenze presenti e colmare le carenze che oggi penalizzano il sistema»

Il sindacato punta inoltre a una maggiore integrazione tra ospedale, territorio, terzo settore e servizi sociali, con l’obiettivo di costruire modelli terapeutici e riabilitativi più efficaci e sostenibili nel tempo.

Resta centrale anche la questione della governance: tra le richieste avanzate, infatti, figura la nomina del direttore del reparto di Psichiatria, considerata fondamentale per garantire stabilità organizzativa e visione strategica.

La richiesta del NurSind è chiara: aprire subito un tavolo di confronto serio e operativo per affrontare una delle emergenze più complesse e sottovalutate del sistema sanitario.