Ospedale di Settimo, NurSind: ''No a decisioni calate dall’alto sulla pelle dei lavoratori''
Passaggio all’ASL TO4, il sindacato chiede confronto immediato su personale, organizzazione e fondi contrattuali
di Giuseppe Provinzano
"La sanità pubblica non si costruisce soltanto con delibere e passaggi amministrativi. Dietro ogni riorganizzazione esistono professionisti, servizi, equilibri organizzativi e diritti contrattuali che meritano rispetto e trasparenza. Per questo il NurSind Piemonte interviene con forza sul trasferimento dell’Ospedale Civico Città di Settimo sotto la gestione diretta dell’ASL TO4, denunciando l’assenza di un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali e chiedendo garanzie concrete per lavoratori e cittadini".
Ospedale di Settimo, il NurSind alza la voce: «Serve subito un tavolo di confronto»
Torino, 01/06/2026 - Il passaggio dell’Ospedale Civico Città di Settimo alla gestione diretta dell’ASL TO4, operativo dal 1° giugno, accende il confronto sindacale in Piemonte. A intervenire con una presa di posizione netta è il NurSind, che pur esprimendo apprezzamento per il consolidamento della gestione pubblica della struttura, contesta duramente le modalità con cui l’operazione è stata definita.
Secondo il sindacato delle professioni infermieristiche, la Regione Piemonte e l’ASL TO4 avrebbero proceduto all’attuazione del progetto senza garantire i necessari momenti di informazione preventiva e confronto previsti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto sanità. Una criticità che, secondo il NurSind, rischia di produrre conseguenze rilevanti sia per i lavoratori sia per l’organizzazione dei servizi.
La preoccupazione nasce dalla rapidità con cui sono stati pubblicati gli atti amministrativi che disciplinano il trasferimento della struttura, rendendo impossibile una valutazione approfondita degli effetti dell’operazione da parte delle rappresentanze sindacali.
«Non siamo contrari alla gestione pubblica dell’ospedale, anzi la consideriamo un elemento positivo per il territorio e per la continuità assistenziale. Ciò che contestiamo è il metodo. Non è accettabile che un cambiamento così rilevante venga deciso senza un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali e senza fornire certezze ai lavoratori coinvolti», dichiarano Francesco Coppolella, Segretario Regionale NurSind Piemonte, e Giuseppe Summa, Segretario Territoriale NurSind Torino.
Al centro delle preoccupazioni del sindacato vi è innanzitutto la situazione occupazionale del personale. La quasi totalità dei professionisti attualmente impegnati nella struttura non risulta infatti direttamente contrattualizzata dall’ASL TO4 e, ad oggi, mancherebbero indicazioni formali sui percorsi di tutela, sulle clausole sociali e sulle modalità di transizione previste per il personale coinvolto.
Un altro nodo riguarda l’impatto organizzativo dell’operazione. Con il trasferimento alla gestione pubblica di 235 posti letto, cambia radicalmente il modello organizzativo dell’ospedale, con inevitabili ricadute sui carichi di lavoro, sulle responsabilità professionali e sulla distribuzione delle attività assistenziali e cliniche all’interno dell’ASL TO4.
«Modifiche organizzative di questa portata non possono essere gestite a colpi di delibere dell’ultimo minuto. È indispensabile aprire immediatamente un confronto serio e trasparente per definire il futuro della struttura e garantire tutele concrete a tutti i lavoratori», ribadiscono i rappresentanti del NurSind.
Particolare attenzione viene posta anche agli aspetti economici e contrattuali. Il sindacato teme infatti che, in assenza di una revisione strutturale dei fondi contrattuali e dei tetti di spesa del personale, possano verificarsi ripercussioni sulle future assunzioni e sul salario accessorio dei dipendenti già in servizio. Una questione che, secondo il NurSind, non può essere affrontata con interventi temporanei o soluzioni emergenziali, ma richiede una pianificazione strutturata e condivisa.
Per queste ragioni il NurSind Piemonte ha formalmente richiesto alla Regione e all’ASL TO4 l’immediata apertura di un tavolo di confronto sia a livello aziendale sia a livello regionale, con l’obiettivo di affrontare tutti gli aspetti organizzativi, occupazionali ed economici collegati all’internalizzazione dell’ospedale.
«Non vogliamo ostacolare il percorso di gestione pubblica dell’Ospedale Civico di Settimo. Chiediamo però il pieno rispetto delle norme contrattuali e la garanzia che nessun lavoratore debba pagare il prezzo di scelte assunte senza confronto e senza programmazione», concludono Coppolella e Summa.
Per il NurSind la partita che si apre a Settimo Torinese non riguarda soltanto un passaggio amministrativo, ma rappresenta un banco di prova per verificare quanto le istituzioni siano realmente disposte a coinvolgere i professionisti della sanità nei processi di cambiamento che incidono direttamente sul loro lavoro e sulla qualità dell’assistenza ai cittadini.
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