Iscriviti alla newsletter

Caserta, sanità penitenziaria allo stremo: il NurSind denuncia carenze e turni massacranti

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 20/06/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Negli istituti dell'ASL di Caserta mancano materiali essenziali e gli infermieri affrontano turnazioni sempre più gravose. Il NurSind Caserta scrive al Presidente della Regione Campania chiedendo interventi immediati.


di Giuseppe Provinzano

"Dietro le mura di un carcere esiste una sanità silenziosa, spesso invisibile agli occhi dell'opinione pubblica. Una sanità fatta di professionisti chiamati a garantire assistenza in contesti complessi, dove il confine tra cura, sicurezza e gestione dell'emergenza è estremamente sottile. Quando però a venire meno sono gli strumenti indispensabili e le condizioni organizzative minime, il rischio non riguarda soltanto gli operatori: ad essere compromesso è il diritto alla salute delle persone più fragili e la tenuta stessa del sistema".


CASERTA, 20/06/2026 - La sanità penitenziaria dell'ASL di Caserta torna al centro dell'attenzione sindacale. A puntare i riflettori sulle criticità presenti negli istituti di pena del territorio è il NurSind di Caserta, che denuncia una situazione definita ormai non più sostenibile, caratterizzata da gravi carenze di materiali sanitari e da turni di servizio sempre più pesanti e disorganizzati per il personale infermieristico.

Secondo quanto segnalato dal sindacato delle professioni infermieristiche, negli istituti penitenziari afferenti all'ASL casertana si registrano mancanze che incidono direttamente sulla qualità dell'assistenza. Tra queste, l'assenza di presidi basilari come i pungidita necessari al controllo glicemico e le garze sterili utilizzate quotidianamente nelle medicazioni.

Una situazione che, tuttavia, rappresenta soltanto una parte del problema.

A preoccupare fortemente il NurSind è infatti anche la gestione del personale infermieristico, costretto a confrontarsi con turnazioni particolarmente gravose, spesso irregolari, caratterizzate da elevati carichi di lavoro e da una cronica insufficienza di organico.

Lavorare all'interno di un istituto penitenziario significa operare in un ambiente ad alta complessità assistenziale e relazionale. La continuità delle cure, la gestione delle patologie croniche, il supporto nelle urgenze e la necessità di mantenere costantemente un delicato equilibrio con la popolazione detenuta richiedono lucidità, attenzione e adeguate condizioni organizzative.

Quando queste condizioni vengono meno, il rischio aumenta esponenzialmente.

La stanchezza accumulata da turni usuranti e la costante pressione lavorativa non compromettono soltanto il benessere degli operatori, ma possono incidere negativamente sulla sicurezza degli ambienti di cura e sull'appropriatezza degli interventi assistenziali.

È per queste ragioni che il NurSind ha deciso di rivolgersi direttamente ai vertici istituzionali regionali, chiedendo un'assunzione di responsabilità concreta.

"Non è accettabile che infermieri chiamati a garantire assistenza in contesti così delicati debbano farlo senza materiali indispensabili e sottoposti a turnazioni che mettono a dura prova la loro salute fisica e psicologica. La tutela dei professionisti e quella delle persone detenute procedono sullo stesso binario: senza condizioni di lavoro adeguate, viene meno la possibilità di assicurare cure sicure e appropriate."

Il sindacato ha pertanto inviato una nota al Presidente della Regione Campania, sollecitando interventi urgenti e strutturali capaci di affrontare sia l'emergenza relativa alle forniture sia la questione organizzativa che interessa il personale infermieristico.

"Servono risposte immediate. Occorre garantire la disponibilità dei dispositivi sanitari essenziali, rafforzare gli organici e restituire dignità a professionisti che ogni giorno operano in prima linea, spesso nel silenzio generale. La salute non può conoscere barriere, né tantomeno muri."

La denuncia del NurSind richiama l'attenzione su una realtà troppo spesso dimenticata. Dietro le mura degli istituti penitenziari si continua a fare sanità, ma per poterla esercitare nel rispetto dei principi costituzionali servono risorse, organizzazione e la volontà di riconoscere il valore di chi ogni giorno garantisce il diritto alle cure.

Perché tutelare gli infermieri significa tutelare anche i cittadini ristretti e preservare la sicurezza dell'intero sistema assistenziale penitenziario.