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Indennità rinviate in Liguria, NurSind: ''Non si penalizzino le aree virtuose''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 28/06/2026

LiguriaNurSind dal territorio

Ats modifica la tempistica dei pagamenti delle competenze accessorie. Il NurSind Genova: "L'azienda unica deve valorizzare ciò che già funzionava"


di Giuseppe Provinzano

"L'armonizzazione dei processi amministrativi può rappresentare un'opportunità per rendere più efficiente il sistema sanitario, ma non può tradursi in un arretramento rispetto alle buone pratiche già consolidate. Quando a essere coinvolte sono indennità maturate attraverso turni notturni, lavoro festivo e servizi ad alta intensità assistenziale, il tema assume una valenza ancora più significativa. È in questo scenario che si inserisce la presa di posizione del NurSind Genova, che contesta la decisione di Ats Liguria di modificare la cadenza di pagamento delle competenze accessorie spettanti al personale sanitario".


GENOVA, 28/06/2026 - Si apre un confronto tra NurSind e Ats Liguria sulla decisione di rinviare di una mensilità il pagamento di alcune indennità spettanti ai professionisti sanitari.

A denunciare la situazione è Ylenia Catania Cerro, segretario territoriale del NurSind Genova, che evidenzia le criticità derivanti dalla scelta dell'Azienda di sospendere temporaneamente l'erogazione delle indennità festive, notturne, di turno e di pronto soccorso, nell'ambito del percorso di uniformazione delle procedure tra le diverse aree territoriali della regione.

Secondo Ats Liguria, il provvedimento sarebbe legato alla necessità di armonizzare criteri amministrativi e modalità operative finora differenti tra le varie realtà aziendali confluite nell'azienda unica. Una motivazione che, tuttavia, non convince il sindacato delle professioni infermieristiche.

«Ci chiediamo perché questo processo di allineamento non sia stato realizzato adottando le modalità organizzative delle realtà che già garantivano pagamenti puntuali e regolari ai lavoratori», afferma Ylenia Catania Cerro.

«In alcune aree territoriali, come l'ex Area 4, queste competenze accessorie sono sempre state liquidate con puntualità. Oggi, invece, il personale si trova a subire un rinvio che rappresenta un evidente passo indietro rispetto a quanto avveniva prima della nascita dell'azienda unica», sottolinea il NurSind Genova.

Per il sindacato la questione assume una rilevanza particolare poiché riguarda somme economiche già maturate attraverso l'attività assistenziale svolta quotidianamente dagli operatori sanitari.

«Parliamo di indennità maturate lavorando durante le festività, nelle ore notturne e nei servizi più gravosi, come il pronto soccorso. Non si tratta di premi o riconoscimenti discrezionali, ma di retribuzioni dovute per attività già espletate e che devono essere corrisposte nei tempi previsti», evidenzia ancora Catania Cerro.

A replicare alle critiche è Maria Elena Galbusera, direttore amministrativo di Ats Liguria, che spiega come la ridefinizione delle tempistiche di pagamento rientri in un percorso di uniformazione necessario per superare le difformità esistenti tra le diverse aree territoriali.

L'Azienda sottolinea come la complessità nella gestione dei cedolini, i controlli preventivi da effettuare e la presenza di sistemi informatici differenti abbiano reso necessario un adeguamento temporaneo delle procedure, precisando inoltre che a breve sarà introdotto un unico strumento di contabilità dedicato alle competenze stipendiali.

Secondo Ats Liguria, il differimento delle indennità sarebbe comunque compensato dall'anticipo del pagamento dei saldi della produttività collettiva, che verranno liquidati già con la mensilità di giugno, anziché nei mesi estivi come avveniva in passato.

Una spiegazione che non modifica la posizione del NurSind Genova, convinto che il principio dell'armonizzazione debba necessariamente tradursi in un miglioramento complessivo del sistema.

«Ai lavoratori era stato assicurato che Ats Liguria avrebbe raccolto il meglio delle esperienze maturate sul territorio, uniformando i servizi verso l'alto», dichiara il segretario territoriale del NurSind Genova.

«Se il risultato finale è quello di rallentare procedure che già funzionavano, riteniamo doveroso chiedere chiarimenti. L'azienda unica non può diventare il luogo in cui chi era efficiente viene rallentato per assomigliare a chi si trovava in difficoltà», conclude Ylenia Catania Cerro.

La vicenda riaccende così il dibattito sul delicato equilibrio tra omogeneizzazione amministrativa e valorizzazione delle esperienze virtuose presenti nei territori, in un contesto nel quale il personale sanitario continua a chiedere certezze, tempestività nei pagamenti e il pieno riconoscimento economico delle prestazioni rese nei servizi più complessi e gravosi del sistema sanitario.