'Il suo tumore è colpa del vaccino Covid-19': infermiera radiata dall’albo
Un’infermiera britannica è stata radiata dall’albo dopo aver sostenuto davanti a una paziente oncologica che il tumore fosse stato causato dai vaccini contro il Covid-19. La decisione è stata assunta dal Nursing and Midwifery Council (NMC), l’organo di regolamentazione della professione infermieristica nel Regno Unito, al termine di un procedimento disciplinare.
La vicenda riguarda Penny Senner, infermiera in servizio presso la Dorset Healthcare University NHS Foundation Trust. I fatti contestati risalgono all’agosto 2023, durante una visita di controllo a una paziente in cura per una patologia oncologica.
Secondo quanto accertato dalla commissione disciplinare, l’infermiera avrebbe attribuito la malattia della paziente alla vaccinazione contro il Covid-19 e avrebbe successivamente consegnato materiale informativo contenente un collegamento a un sito antivaccinista. Tra le accuse esaminate dal NMC, quattro sono state ritenute fondate.
Nel corso dell’istruttoria è emerso inoltre che Senner aveva consultato senza autorizzazione le cartelle cliniche di numerosi pazienti, in assenza di una valida motivazione clinica. Gli accertamenti hanno rilevato che l’infermiera aveva iniziato a raccogliere informazioni sui pazienti poco dopo l’avvio della campagna vaccinale contro il Covid-19.
La commissione ha valutato il comportamento dell’infermiera come una grave violazione degli standard professionali, evidenziando l’inadeguatezza della condotta tenuta nei confronti di una persona in una condizione di particolare vulnerabilità legata al percorso di cura oncologico.
Pur riconoscendo l’assenza di un intento deliberato di arrecare danno, il collegio giudicante ha concluso che la condotta dell’infermiera ha avuto conseguenze negative sul piano emotivo e psicologico per la paziente coinvolta.
Nel corso del procedimento disciplinare, Senner ha espresso rammarico per l’accaduto. Tuttavia, il Nursing and Midwifery Council ha ritenuto che la gravità delle violazioni accertate rendesse incompatibile il mantenimento dell’iscrizione all’albo professionale.
Al termine dell’udienza, l’organismo di vigilanza ha disposto la radiazione dell’infermiera dal registro professionale. La decisione è accompagnata da una sospensione provvisoria di 18 mesi, periodo durante il quale potrà essere presentato ricorso.
La vicenda riaccende il dibattito sulla responsabilità del personale sanitario nella diffusione di informazioni basate su evidenze scientifiche e sul rispetto degli standard professionali nella relazione con i pazienti.
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