Garessio, Postazione 118 resta senza medico. NurSind: ''Serve una risposta strutturale''
Il sindacato degli infermieri interviene dopo la mancata copertura di un turno nella postazione di Garessio: "Il servizio era programmato, ma non è stato possibile trovare un medico. Gli infermieri erano pronti a garantire la continuità assistenziale".
di Giuseppe Provinzano
"L'emergenza territoriale continua a fare i conti con una carenza di professionisti che rischia di mettere in difficoltà anche i servizi essenziali. L'episodio verificatosi a Garessio non racconta un errore di pianificazione, ma evidenzia quanto stia diventando complesso garantire la copertura dei turni del 118. Una criticità che, secondo il NurSind Cuneo, richiede ormai interventi strutturali e non più risposte occasionali".
Garessio, Postazione 118 senza medico. NurSind: "''Serve una risposta strutturale''
CUNEO, 07/07/2026 - Una postazione del 118 rimasta senza personale medico per diverse ore, nonostante il turno fosse stato regolarmente programmato. È quanto accaduto a Garessio, dove, malgrado la ricerca di un professionista sia proseguita fino al giorno precedente, non è stato possibile individuare un medico disponibile a garantire il servizio.
L'episodio riaccende il dibattito sulla crescente difficoltà nel reperire personale sanitario per l'emergenza territoriale, una problematica che interessa ormai numerose realtà italiane e che, secondo il NurSind Cuneo, non può più essere affrontata con soluzioni temporanee.
Davide Canetti, segretario territoriale del NurSind Cuneo, chiarisce:
"È opportuno precisare che il turno era stato regolarmente programmato. Il problema è nato dal fatto che, nonostante la ricerca di un medico sia proseguita fino al giorno precedente, non è stato possibile reperire alcun professionista disponibile a coprire il servizio. La conseguenza è stata la mancata presenza del medico sulla postazione di Garessio per diverse ore."
Per il sindacato, quanto accaduto rappresenta il segnale di una difficoltà ormai strutturale che investe il sistema dell'emergenza-urgenza e che richiede interventi capaci di garantire stabilità organizzativa e continuità assistenziale.
Secondo il NurSind, non è infatti la programmazione dei turni ad aver mostrato criticità, bensì la sempre maggiore difficoltà nel reperire medici disponibili per il servizio, fenomeno che interessa ormai gran parte del territorio nazionale.
Canetti prosegue:
"Le amministrazioni locali erano già pienamente informate delle difficoltà che interessano il reperimento dei medici dell'emergenza territoriale. Oggi più che mai è necessario costruire risposte strutturali e condivise, superando una gestione fondata esclusivamente sull'emergenza e sulle soluzioni temporanee."
Il sindacato evidenzia inoltre come il personale infermieristico abbia dimostrato ancora una volta pieno senso di responsabilità, rendendosi immediatamente disponibile a garantire la continuità assistenziale pur in presenza di un inevitabile incremento del carico di lavoro.
Il segretario territoriale del NurSind sottolinea:
"Gli infermieri si sono resi disponibili fin da subito a fare la propria parte pur di non lasciare il territorio privo di assistenza. Ancora una volta hanno dimostrato professionalità, senso del dovere e spirito di servizio, confermando di essere una componente essenziale della rete dell'emergenza territoriale."
Per il NurSind Cuneo, l'episodio di Garessio conferma come il sistema del 118 stia attraversando una fase particolarmente delicata, nella quale la cronica carenza di professionisti rende sempre più complesso garantire la piena operatività delle postazioni di soccorso.
Non si tratta di una criticità isolata. Già nei mesi scorsi il NurSind Cuneo aveva richiamato l'attenzione sul ruolo strategico degli infermieri dell'emergenza territoriale e sulla necessità di affrontare con maggiore determinazione la crisi del sistema 118.
Infermieristicamente aveva approfondito la vicenda nell'articolo: "Cuneo, scontro sul 118, il NurSind: basta attacchi, infermieri pilastro dell'emergenza"
Per il sindacato, quanto avvenuto rappresenta l'ennesimo campanello d'allarme sulla necessità di investire nel personale e di rendere maggiormente attrattivo il lavoro nell'emergenza territoriale, evitando che la difficoltà nel reperire professionisti possa compromettere un servizio essenziale per la sicurezza dei cittadini.
Canetti conclude:
"Non possiamo più considerare questi episodi come fatti eccezionali. È necessario affrontare definitivamente la carenza di professionisti attraverso una programmazione seria, investimenti adeguati e una reale valorizzazione di tutte le figure che operano nell'emergenza territoriale. La tutela dei cittadini deve rimanere l'unico obiettivo di ogni scelta organizzativa."
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