Nuova Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa: trasparenza e controllo sui tempi di attesa
Il Direttore Generale di AGENAS, Angelo Tanese, alla presenza del Ministro della Salute Orazio Schillaci, ha presentato alla stampa la Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa (PNLA), uno strumento digitale nato per monitorare, garantire trasparenza e governare i tempi di attesa delle prestazioni sanitarie in tutta Italia. La piattaforma è disponibile dal 26 giugno 2025 sul Portale della Trasparenza di AGENAS ed è stata istituta dall'art. 1 della Legge n. 107 del 29 luglio 2024.
Cosa è la Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa
La PNLA è un cruscotto digitale realizzato da AGENAS con l'obiettivo di monitorare su scala nazionale i tempi di attesa delle prestazioni ambulatoriali, con particolare attenzione al rispetto delle tempistiche previste dalle diverse classi di priorità. Lo strumento serve a supportare sia le Regioni che i cittadini, offrendo dati aggiornati sui tempi per visite specialistiche ed esami diagnostici.
Indicatori principali consultabili
Sulla piattaforma sono disponibili diversi indicatori essenziali:
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Indicatore |
Descrizione |
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Numero totale di prenotazioni |
Volume complessivo delle prenotazioni |
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Percentuale di prenotazioni nei giorni festivi/prefestivi |
Quota di prestazioni erogate in giorni non lavorativi |
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Quota di prime disponibilità accettate |
Percentuale di proposte di appuntamento accettate dagli assistiti |
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Suddivisione per classe di priorità |
Prestazioni classificate come U (urgente), B (breve), D (differibile), P (programmata) |
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Tempi medi di attesa |
Media dei tempi per ciascuna prestazione e classe di priorità |
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Volumi di prestazioni |
Dati per singola tipologia, classe di priorità e giorni festivi |
Risultati dell'analisi: i primi dati del 2025
I dati attualmente disponibili sulla piattaforma fanno riferimento ai primi cinque mesi del 2025 e sono acquisiti con cadenza mensile dalle Regioni e Province Autonome secondo il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA).
Situazione complessiva
L'analisi dei primi dati rivela una situazione critica: il Servizio Sanitario Nazionale rispetta i tempi di attesa massimi (stabiliti in base all'urgenza) solo per circa la metà delle prestazioni. Per l'altra metà, la situazione è problematica:
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Prestazioni d'urgenza (tempo massimo: 3 giorni): la quota di prestazioni erogate nei tempi raggiunge il 75% solo per 6 su 10 delle visite più comuni e per 8 esami su 20 tra i più comuni
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Prestazioni meno urgenti: quasi nessuna prestazione raggiunge la soglia del 75% di rispetto dei tempi.
Dati specifici per classe di priorità
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Classe di priorità |
Tempo massimo previsto |
Situazione reale |
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U (urgente) |
3 giorni |
In 9 su 10 visite più comuni il limite è rispettato almeno nella metà dei casi; solo 4 visite raggiungono il 75% |
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B (breve) |
10 giorni |
Almeno la metà delle prenotazioni è effettuata nei tempi, ma per nessuna visita/esame (tranne radiografia torace) i tempi sono rispettati nel 75% dei casi |
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D (differibile) |
30 giorni (visite) / 60 giorni (esami) |
Solo 2 visite (ortopedica e riabilitativa) rispettano i tempi in almeno metà delle prenotazioni; nessun caso raggiunge il 75% |
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P (programmata) |
120 giorni |
Tutte le 10 visite rientrano nel limite per almeno metà dei pazienti, ma solo 3 raggiungono il 75% |
Casi particolarmente critici
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Colonscopia: situazione molto grave, il limite di 3 giorni per urgenza non viene mai rispettato; la metà dei pazienti aspetta più di un mese (44 giorni); in maggio, per una visita su quattro l'attesa è di almeno 190 giorni.
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Visite dermatologiche, oculistiche e geriatriche: attese che superano addirittura i 170 giorni.
Le novità introdotte dalla piattaforma
Innovazioni principali
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Trasparenza nazionale: prima volta in cui esiste uno strumento unificato per consultare i tempi di attesa su scala nazionale.
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Accesso pubblico gratuito: i cittadini possono consultare i dati aggiornati senza restrizioni.
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Aggiornamento periodico: la piattaforma sarà aggiornata mensilmente con dati provenienti dalle Regioni.
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Supporto alle Regioni: strumento digitale a supporto del governo delle liste di attesa a livello regionale.
Cosa manca ancora (limiti attuali)
La piattaforma nella sua versione attuale presenta alcune limitazioni:
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Dati solo a livello nazionale: non sono ancora disponibili dati regionali o per singola struttura, rendendo lo strumento poco utile per il cittadino che cerca informazioni locali.
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Nessun indicatore sui tempi massimi registrati: non vengono mostrati i tempi massimi di attesa, solo percentili (25°, 50°, 75°).
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Linguaggio tecnico-statistico: poco chiaro per il cittadino medio.
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Nessuna distinzione tra pubblico/privato accreditato o tra regime SSN/intramoenia.
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Nessuna possibilità di esportare dati in formato aperto.
Le aspettative e il futuro della piattaforma
Prossimi sviluppi previsti
La roadmap del Ministero della Salute prevede un ampliamento progressivo delle funzionalità:
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Nuovi filtri geografici: dati a livello regionale e di struttura (non ancora chiaro quando disponibili).
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Indicatori di performance per ogni prestazione.
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Possibilità di scaricare dati in formato aperto.
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Confronto tra tempi di attesa in strutture pubbliche e intramoenia.
Altre misure del decreto sulle liste di attesa
La piattaforma è solo una delle misure previste dal decreto-legge n. 72/2024 (legge n. 107/2024). Altre misure importanti includono:
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Organismo nazionale di verifica e controllo: istituito per vigilare sull'erogazione di servizi e prestazioni sanitarie, con potere di sostituirsi alle Regioni in caso di continue irregolarità (intesa Stato-Regioni raggiunta il 12 giugno 2025).
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Centro Unico di Prenotazione (CUP) centralizzato: ancora da attuare completamente; la Lombardia è l'unica regione che si sta muovendo, con sistema previsto entro fine 2026.
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Abrogazione del tetto alla spesa per il personale sanitario: ancora non attuata, manca il decreto sul fabbisogno triennale del personale.
Il commento del Ministro Schillaci
Il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha dichiarato: "stiamo migliorando, ma dobbiamo moltiplicare gli sforzi insieme alle Regioni per garantire ai cittadini un accesso tempestivo alle prestazioni sanitarie". Ha anche sottolineato: "da oggi i cittadini potranno accedere alla piattaforma di Agenas per vedere i tempi di attesa su base nazionale per le visite di diagnostica".
La Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa rappresenta un primo passo importante verso la trasparenza nel servizio sanitario italiano, ma nella sua versione attuale rimane ancora embrionale e poco utile per il cittadino che cerca informazioni specifiche sulla propria regione o struttura. I dati rivelano una situazione critica: il SSN rispetta i tempi di attesa per circa metà delle prestazioni, con situazioni particolarmente gravi per le prestazioni meno urgenti e per alcuni esami specifici.
Sarà cruciale monitorare l'evoluzione della piattaforma e l'attuazione delle altre misure previste dal decreto, in particolare l'Organismo nazionale di controllo e l'attivazione del CUP centralizzato, per garantire un accesso tempestivo alle prestazioni sanitarie per tutti i cittadini italiani.
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