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Ebola, quasi 4.000 casi in Congo: 'L’epidemia sta superando la capacità di risposta'

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 14/08/2026

AttualitàCronache sanitarie

L'Uganda ha dimostrato che il contenimento dell'Ebola è possibile e sulla base di questa esperienza, l'Africa CDC e l'OMS hanno lanciato un appello urgente per un'azione guidata dalla comunità per fermare l'epidemia nella Repubblica Democratica del Congo (RDC).

All'inizio di agosto 2026, una missione congiunta di alto livello guidata dal direttore generale dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, dal direttore generale dell'Africa CDC Jean Kaseya e dal direttore regionale dell'OMS per l'Africa Mohamed Janabi, ha visitato Uganda e RDC per trarre lezioni dal successo ugandese e valutare le sfide operative a Bunia, nell'Ituri, epicentro dell'epidemia congolese. L'Uganda è stata dichiarata libera dall'Ebola il 28 luglio 2026, dopo aver registrato 20 casi confermati e due decessi, con tutti i contatti monitorati fino alla fine del periodo di sorveglianza.

Lezioni dall'Uganda

Secondo il rapporto della missione, l'esperienza ugandese ha dimostrato l'importanza di: rilevazione precoce dei casi, tracciamento rapido dei contatti, azione nazionale coordinata, partecipazione comunitaria basata sulla fiducia e sorveglianza transfrontaliera solida. Le autorità sanitarie hanno riconosciuto la leadership dell'Uganda e il lavoro di operatori sanitari, comunità e partner, sottolineando che questi elementi hanno permesso di interrompere la trasmissione locale.

Situazione nella RDC

Al 4 agosto 2026, la RDC aveva segnalato 3.973 casi confermati, 1.801 decessi e 776 guarigioni in 51 zone sanitarie di cinque province, con 99 nuovi casi e 52 decessi nelle 24 ore precedenti. Il monitoraggio dei contatti era al 75%, ben al di sotto dell'obiettivo operativo del 95% necessario per identificare rapidamente le catene di trasmissione. L'Ituri rappresenta quasi il 90% dei casi confermati, con le zone sanitarie di Bunia, Rwampara e Mongbwalu tra le più colpite.

Appello per un'azione guidata dalla comunità

Africa CDC e OMS hanno chiesto un'azione immediata su più fronti: identificare i casi più precocemente e portare il monitoraggio dei contatti almeno al 95%; avvicinare alle comunità i servizi di test, isolamento e trattamento; espandere urgentemente la capacità di trattamento, laboratorio, ambulanze e sepolture sicure; proteggere, equipaggiare e remunerare puntualmente gli operatori sanitari in prima linea; rafforzare la prevenzione e il controllo delle infezioni nelle strutture sanitarie; mantenere i servizi sanitari essenziali; migliorare l'accesso sicuro alle aree colpite da insicurezza; collaborare con leader comunitari fidati in ogni fase della risposta; sostenere la sorveglianza transfrontaliera; e garantire che i finanziamenti raggiungano senza ritardi le operazioni in prima linea.

Testimonianze dei protagonisti

Il Dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'OMS ha dichiarato: "in alcune zone dell'est della RDC, l'epidemia di ebola sta superando la nostra capacità di risposta, il che rende imperativo intensificare rapidamente tutti gli aspetti dei nostri sforzi per contenerla. Siamo solidali con il governo, le comunità colpite e gli operatori sanitari coraggiosi che operano in circostanze eccezionalmente difficili. Ma questo deve essere sostenuto da un impegno duraturo, maggiori risorse e un supporto internazionale più forte. Insieme, dobbiamo garantire l'accesso sicuro per i soccorritori, proteggere civili e operatori sanitari e mobilitare il supporto necessario per porre fine a questa epidemia e salvare vite”.

Il Dott. Jean Kaseya, direttore generale dell'Africa CDC ha aggiunto: "il contenimento e, in ultima analisi, la fermata di questo focolaio dipenderà dalle comunità. Quando le persone dispongono di informazioni affidabili, possono segnalare i sintomi in tempo e cercare assistenza sanitaria senza paura, possiamo rompere tutte le catene di trasmissione. La nostra responsabilità è portare la risposta più vicino alle comunità e dare ai team in prima linea il supporto di cui hanno bisogno”.

Sfide operative sul campo

La missione ha visitato il centro di trattamento Ebola di Rwangole e ha ascoltato direttamente operatori sanitari e rappresentanti comunitari. Sono emerse diverse barriere che rallentano la risposta: rilevazione tardiva dei casi, accesso limitato all'assistenza, resistenza ad alcune attività di risposta, carenze di forniture essenziali e supporto insufficiente ai team in prima linea. Le comunità operano in condizioni estremamente difficili, tra insicurezza, spostamenti di popolazione, strade dissestate, disinformazione e forte pressione sui servizi sanitari.

Ruolo centrale delle comunità

Un punto centrale emerso dalla missione è che fermare l'epidemia dipenderà dalle comunità. Le persone devono ricevere informazioni chiare da voci che conoscono e di cui si fidano, devono poter riconoscere i sintomi, segnalare tempestivamente gli allerta e cercare cure senza paura. Leader comunitari, religiosi, donne e giovani hanno un ruolo critico nel costruire fiducia, affrontare le preoccupazioni e garantire che le misure di risposta riflettano le realtà locali.

Prossimi passi

Africa CDC e OMS hanno ribadito il loro impegno a sostenere il governo della RDC e le comunità colpite attraverso una risposta coordinata, continuando a dispiegare competenze tecniche, rafforzare la preparazione regionale e mobilitare le risorse necessarie per interrompere la trasmissione e proteggere le vite. Entrambe le organizzazioni continuano a sconsigliare restrizioni inutili su viaggi e commercio, raccomandando invece di rafforzare sorveglianza, capacità di laboratorio, preparazione e coordinamento transfrontaliero.