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Vallo della Lucania, torna virale un vecchio video. NurSind: ''Basta disinformazione sui sanitari''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 29/08/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Il filmato del Pronto soccorso risale a oltre un anno fa. Tomasco (NurSind): "Il paziente fu assistito e ringraziò pubblicamente medici e infermieri. Riproporlo oggi senza contesto altera la realtà".


di Giuseppe Provinzano

"Un video può tornare virale in poche ore. Ma quando manca la data, viene cancellato il contesto e soprattutto scompare l'epilogo della vicenda, ciò che resta rischia di offrire al pubblico una rappresentazione profondamente diversa dai fatti. È quanto denuncia il NurSind Salerno dopo la nuova circolazione sui social di un vecchio filmato girato al Pronto soccorso dell'ospedale San Luca di Vallo della Lucania. Una vicenda che riapre un tema delicato: la tutela dei professionisti sanitari dalla disinformazione e dai processi sommari consumati sui social network".


NurSind Salerno: "Basta processi social ai sanitari, quel video è vecchio di un anno"

VALLO DELLA LUCANIA, 29/08/2026 – Un filmato vecchio di oltre un anno torna improvvisamente sui social e viene rilanciato come se raccontasse l'attualità del Pronto soccorso. È quanto sta accadendo all'ospedale San Luca di Vallo della Lucania, dove la nuova diffusione di un video ha provocato la dura presa di posizione del NurSind Salerno, che parla apertamente di contenuti decontestualizzati e di un danno all'immagine dei professionisti sanitari.

Secondo la ricostruzione del sindacato delle professioni infermieristiche, le immagini non sarebbero affatto recenti. Un elemento sarebbe visibile nello stesso filmato: all'ingresso del Pronto soccorso compaiono lavori che sono stati ultimati da tempo.

Ma per il NurSind il punto centrale è soprattutto ciò che il video, riproposto oggi, non racconta.

La vicenda, infatti, avrebbe avuto un seguito ben diverso da quello che potrebbe essere percepito osservando esclusivamente quelle immagini. Il paziente venne successivamente preso in carico e assistito presso Ortopedia e Traumatologia e, dopo le cure ricevute, pubblicò sui propri canali social un messaggio di ringraziamento rivolto al personale sanitario.

Un epilogo che, secondo il sindacato, cambia radicalmente la lettura complessiva dell'accaduto e che non può essere omesso quando il vecchio filmato viene nuovamente proposto al pubblico.

Il segretario territoriale del NurSind Salerno, Biagio Tomasco, interviene con parole nette:

"Ci troviamo di fronte a una vera e propria operazione di disinformazione e manipolazione. Spacciare per attuale un filmato vecchio di oltre un anno, nascondendo il fatto che quel paziente fu prontamente curato e che ringraziò pubblicamente i medici e gli infermieri, è un atto grave e intollerabile".

Per Tomasco, la questione supera il singolo episodio. Ripubblicare contenuti risalenti nel tempo senza verificarne la data e senza ricostruire quanto accaduto successivamente rischia di alimentare sfiducia nei confronti degli operatori e delle strutture sanitarie.

"Chi ripropone queste immagini senza verifiche non fa informazione, ma danneggia deliberatamente la reputazione di professionisti che operano quotidianamente tra mille difficoltà", sottolinea il segretario generale del NurSind Salerno.

Da qui la richiesta rivolta anche all'Asl Salerno, chiamata dal sindacato a intervenire a difesa dei propri dipendenti e dell'immagine della struttura, oltre all'appello indirizzato alle testate e alle pagine social affinché verifichino provenienza, datazione e contesto dei contenuti prima della loro diffusione.

Per il NurSind non si tratta di mettere in discussione il diritto di cronaca o la possibilità di denunciare eventuali criticità della sanità. Al contrario, proprio perché critica e informazione hanno un ruolo fondamentale, devono poggiare su una ricostruzione completa e corretta dei fatti.

"I lavoratori della sanità non possono essere lasciati soli in balia di attacchi social basati su notizie distorte o ricostruite a metà. La libertà di critica e il diritto di cronaca sono sacrosanti, ma devono basarsi sulla verità sostanziale dei fatti".

Tomasco conclude chiedendo una presa di posizione chiara delle istituzioni:

"Pretendiamo rispetto per la dignità di chi lavora ogni giorno in prima linea e chiediamo un intervento fermo e tempestivo delle istituzioni a tutela dell'immagine dei propri operatori".

Il caso di Vallo della Lucania mette così nuovamente al centro il confine tra denuncia, informazione e viralità social. Perché un'immagine può essere autentica e, nello stesso tempo, diventare fuorviante quando viene sottratta al suo contesto temporale e alla conclusione della storia che documenta.