Molise, il NurSind attacca l'ASREM: ''I numeri delle assunzioni sono un fallimento''
Dopo il sit-in davanti alla sede dell'azienda sanitaria, il sindacato delle professioni infermieristiche rilancia la vertenza: "Bene il potenziamento di Termoli, ma Campobasso e Isernia non possono essere lasciati indietro".
di Giuseppe Provinzano
"La protesta non si esaurisce con un presidio. Per il NurSind Molise, la manifestazione organizzata davanti alla sede dell'ASREM rappresenta soltanto una nuova tappa di una vertenza che punta a riportare al centro del dibattito regionale la condizione degli infermieri e il futuro della sanità pubblica. Al centro delle rivendicazioni non c'è una contrapposizione tra ospedali, ma la richiesta di una programmazione equa, capace di garantire organici adeguati in tutti i presidi della regione e condizioni di lavoro dignitose per i professionisti".
NurSind: "Basta promesse, la sanità molisana ha bisogno di infermieri"
CAMPOBASSO, 30/07/2026 - L'eco del sit-in organizzato davanti alla sede dell'ASREM continua a risuonare in tutta la sanità molisana. Il NurSind archivia la giornata di mobilitazione con la consapevolezza di aver acceso ancora una volta i riflettori sulle difficoltà vissute quotidianamente dagli infermieri, ma anche con l'amarezza per un confronto con i vertici aziendali che non ha prodotto le risposte attese.
A margine della manifestazione, infatti, il direttore sanitario Lauriello e il direttore delle Risorse Umane Pallozzi hanno incontrato una delegazione delle organizzazioni sindacali presenti. L'incontro, tuttavia, si è concluso senza alcun impegno concreto, lasciando irrisolte le questioni poste dalle rappresentanze dei lavoratori.
Il nodo principale resta quello degli organici. Secondo il NurSind Molise, le recenti assunzioni non sono sufficienti ad affrontare una situazione che continua a mettere sotto pressione reparti e servizi. A pesare, inoltre, è la natura stessa dei contratti, limitati a tre mesi, ritenuti dal sindacato una risposta emergenziale e non una soluzione strutturale.
La segreteria regionale ricorda di aver rappresentato all'ASREM un fabbisogno preciso: 47 infermieri per l'ospedale Hub "Cardarelli" di Campobasso, 22 per il presidio di Isernia e 18 per quello di Termoli. Le assegnazioni effettivamente disposte dall'Azienda sanitaria sono state invece 11 unità a Campobasso, 10 a Isernia e 20 a Termoli, numeri che, secondo il sindacato, non rispecchiano le reali necessità assistenziali della rete ospedaliera regionale.
La segretaria regionale del NurSind Molise, Sonia Lepore, commenta come il sindacato non abbia mai contestato il rafforzamento dell'ospedale di Termoli, ritenendolo anzi un investimento positivo per il territorio e per i cittadini. Sottolinea però che ciò che oggi manca è un analogo impegno nei confronti degli ospedali di Campobasso e Isernia, che continuano a operare con organici insufficienti rispetto ai carichi assistenziali.
Per il NurSind, infatti, il tema non è creare una competizione tra i presidi ospedalieri del Molise, ma ottenere una distribuzione delle risorse che tenga conto delle reali esigenze del sistema sanitario regionale. Ogni infermiere assunto rappresenta un valore aggiunto, ma, secondo il sindacato, non è accettabile che il potenziamento di una struttura avvenga senza prevedere un rafforzamento altrettanto deciso dell'ospedale Hub di Campobasso e del presidio di Isernia.
Lepore afferma che il NurSind continuerà a sostenere ogni iniziativa utile a rafforzare il presidio di Termoli, ma chiede che lo stesso principio venga applicato agli altri due ospedali della regione. Secondo la segretaria regionale, Campobasso, in qualità di Hub, e Isernia devono poter contare sugli organici necessari per garantire sicurezza delle cure, continuità assistenziale e condizioni di lavoro sostenibili per gli infermieri.
Nel corso della manifestazione sono tornate al centro dell'attenzione anche le condizioni di lavoro del personale sanitario. Turni massacranti, riposi frequentemente sacrificati, carenze croniche di personale e difficoltà organizzative rappresentano, secondo il NurSind, criticità ormai strutturali che incidono non soltanto sulla qualità della vita degli operatori, ma anche sulla sicurezza dell'assistenza erogata ai cittadini.
Il presidio ha visto la partecipazione di numerosi infermieri, professionisti sanitari e rappresentanti delle istituzioni, tra cui il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, che ha voluto manifestare la propria vicinanza ai lavoratori presenti.
La segretaria regionale continua evidenziando come la mobilitazione non si fermerà fino a quando non saranno adottate misure concrete per colmare le carenze di personale e superare la logica degli interventi temporanei. Il sindacato ritiene indispensabile un piano straordinario di assunzioni, accompagnato da una programmazione stabile e da una valorizzazione reale della professione infermieristica.
Per il NurSind Molise, le assunzioni a tempo determinato rappresentano soltanto un palliativo destinato a non risolvere i problemi della sanità regionale. Servono invece investimenti strutturali e una pianificazione che tenga conto dell'evoluzione dei bisogni assistenziali e del crescente carico di lavoro sostenuto dagli infermieri.
In conclusione, Sonia Lepore ribadisce che la vertenza del NurSind non nasce per dividere i territori, ma per difendere il diritto di tutti i cittadini molisani ad avere una sanità efficiente. Rafforzare Termoli è una scelta condivisibile, osserva la segretaria regionale, ma lo stesso impegno deve essere garantito anche a Campobasso e Isernia. Solo attraverso una distribuzione equilibrata delle risorse umane sarà possibile assicurare servizi adeguati, tutelare gli operatori e restituire fiducia al sistema sanitario regionale.
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