Vieste, 55 minuti per riportarla alla vita. De Zolt (NurSind): "Non abbiamo mai smesso di sperare''
Per oltre 55 minuti i sanitari hanno tentato di rianimarla. Il cuore era ripartito, poi il tragico epilogo
di Giuseppe Provinzano
Ci sono interventi nei quali competenza, tempestività e determinazione riescono a restituire una possibilità quando tutto sembra perduto. Ma ci sono anche battaglie nelle quali, nonostante ogni sforzo, la medicina deve confrontarsi con il suo limite più doloroso. È quanto accaduto a Vieste, dove una donna colpita da arresto cardiaco è stata rianimata per oltre 55 minuti e ha inizialmente recuperato l'attività cardiaca, prima del successivo e tragico epilogo. Una vicenda che lascia dolore, ma anche un messaggio importante sulla necessità di diffondere la cultura della rianimazione cardiopolmonare e dell'utilizzo precoce del defibrillatore.
Il cuore riparte ma la donna non ce la fa. De Zolt (NurSind): "Dolore profondo"
VIESTE, 30/08/2026 - Oltre 55 minuti di rianimazione senza mai fermarsi. Una lunga corsa contro il tempo, la ripresa dell'attività cardiaca e poi, il giorno successivo, la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere: la donna non ce l'ha fatta.
È il drammatico epilogo dell'emergenza verificatasi al Lido L'Approdo di Vieste, dove una donna è stata colpita improvvisamente da un arresto cardiaco mentre si trovava sulla spiaggia.
Tra i primi a intervenire ci sono stati Simona Malavolta e Giuseppe De Zolt, sanitari della Asl di Teramo. De Zolt è anche segretario territoriale del NurSind Teramo, sindacato delle professioni infermieristiche.
Di fronte alla gravità della situazione, i due professionisti hanno iniziato immediatamente le manovre rianimatorie mentre venivano allertati i soccorsi. Con l'arrivo degli operatori dell'emergenza territoriale, il tentativo di riportare la donna alla vita è proseguito senza interruzioni.
Una rianimazione lunghissima, durata complessivamente oltre 55 minuti, durante la quale i sanitari hanno continuato a intervenire senza arrendersi nonostante la criticità della situazione.
Gli sforzi hanno inizialmente prodotto il risultato tanto atteso: l'attività cardiaca della donna è ripresa. La paziente è stata quindi caricata sull'ambulanza e affidata alle cure del personale del 118.
La speranza, purtroppo, si è spenta nelle ore successive. La mattina seguente Malavolta e De Zolt hanno appreso la notizia del decesso.
A raccontare il peso umano di quei momenti è proprio Giuseppe De Zolt, segretario territoriale del NurSind Teramo.
"Siamo tutti profondamente dispiaciuti. Abbiamo fatto tutto ciò che era possibile: le manovre di rianimazione sono andate avanti per oltre 55 minuti, senza mai fermarci, senza mai perdere la speranza. Eravamo un'unica squadra — noi, i soccorritori, gli infermieri del 118 — uniti dall'intento di riportarla alla vita".
Una testimonianza che restituisce la dimensione corale del soccorso: una squadra che ha continuato a lottare per la stessa persona, mettendo insieme competenze, professionalità e determinazione.
Ma nel racconto di De Zolt c'è anche un'immagine destinata a rimanere impressa: quella del marito della donna, presente durante quei lunghissimi minuti.
"Il pensiero più grande va al marito, che ha vissuto ogni istante con una dignità e un dolore che ci hanno toccato profondamente. A lui e alla famiglia va la nostra vicinanza più sincera".
Il dolore per l'esito della vicenda non cancella il valore dell'intervento. Anzi, proprio da quanto accaduto a Vieste il segretario territoriale NurSind Teramo rilancia un messaggio che riguarda tutti: conoscere le manovre salvavita e poter utilizzare rapidamente un defibrillatore può offrire una possibilità concreta davanti a un arresto cardiaco.
"Da questa esperienza nasce una riflessione: la rianimazione cardiopolmonare precoce e l'uso tempestivo del defibrillatore sono gli unici strumenti che possono davvero darci una possibilità".
Quando il cuore si arresta, infatti, il tempo diventa un fattore determinante. Per questo la diffusione della cultura della rianimazione cardiopolmonare e la disponibilità dei DAE rappresentano strumenti fondamentali anche al di fuori degli ospedali e dei mezzi di emergenza.
Non sempre, purtroppo, persino un intervento tempestivo e prolungato riesce a cambiare l'esito. Ma proprio per questo quanto accaduto non deve trasformarsi in rassegnazione.
De Zolt lo riassume in una frase che diventa il messaggio conclusivo di questa dolorosa esperienza:
"Questa volta non ce l'abbiamo fatta, ma questo non deve farci demordere né arrendere".
Parole che, oltre il dolore per una vita perduta, richiamano l'importanza di formare sempre più cittadini alle manovre di rianimazione, diffondere i defibrillatori nei luoghi pubblici e rafforzare quella catena del soccorso nella quale anche pochi minuti possono fare la differenza.
di