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Allattamento al seno, l'allarme di UNICEF e OMS: troppe madri senza supporto

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 04/08/2026

Professione e lavoroStudi e analisi

UNICEF e OMS rilanciano l’allarme sull’allattamento al seno e chiedono ai governi di investire di più in servizi, tutele e sistemi sanitari per garantire a ogni bambino il miglior inizio possibile nella vita. In vista della Settimana mondiale dell’allattamento, le due agenzie delle Nazioni Unite hanno diffuso una dichiarazione congiunta firmata da Catherine Russell, direttrice esecutiva dell’UNICEF, e dal direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, nella quale sottolineano che troppe madri e famiglie nel mondo non hanno ancora accesso ai servizi e agli interventi necessari per sostenere questa pratica.

Nella dichiarazione, Russell e Tedros ricordano che l’allattamento è “uno dei modi più semplici ed efficaci per proteggere la salute di un bambino”, perché fornisce nutrienti essenziali, rafforza il sistema immunitario, aiuta a prevenire malattie gravi e favorisce lo sviluppo cognitivo. Benefici importanti riguardano anche le madri, per le quali l’allattamento contribuisce a ridurre il rischio di alcune malattie non trasmissibili, tra cui tumore del seno, tumore ovarico e diabete di tipo 2.

Le due organizzazioni evidenziano anche segnali di progresso: la quota di allattamento esclusivo nei primi sei mesi è salita da circa il 37% nel 2012 a oltre il 47% oggi, mentre negli ultimi cinque anni la prevalenza dell’allattamento fino ai due anni è aumentata dal 38% al 50%. Ma i miglioramenti restano diseguali e molti Paesi sono ancora lontani dagli obiettivi globali, con servizi insufficienti, applicazione incoerente delle politiche e qualità dell’assistenza spesso inadeguata, soprattutto nei contesti fragili e nelle emergenze umanitarie.

UNICEF e OMS chiedono quindi ai governi di rafforzare i sistemi sanitari per garantire sostegno qualificato a madri e neonati, ampliare la consulenza territoriale e tra pari, applicare pienamente il Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno, investire in congedi di maternità retribuiti e in politiche favorevoli alle famiglie sul posto di lavoro, oltre a integrare l’assistenza all’allattamento nei percorsi prenatali, perinatali e postnatali.

La dichiarazione sottolinea anche l’impatto potenzialmente enorme di queste misure: secondo le stime richiamate dalle agenzie, una diffusione più ampia dell’allattamento potrebbe prevenire ogni anno quasi 400mila decessi infantili e circa 140mila morti materne. Inoltre, ogni dollaro investito nella promozione dell’allattamento potrebbe generare un ritorno economico di 59 dollari, grazie alla riduzione dei costi sanitari, al miglioramento dello sviluppo cognitivo e a benefici lungo tutto l’arco della vita.

L’appello di UNICEF e OMS è chiaro: l’allattamento non è solo una scelta individuale, ma una priorità di salute pubblica che richiede politiche coerenti, servizi accessibili e investimenti continui. “L’allattamento è fondamentale”, concludono Russell e Tedros. “Investendo in soluzioni dimostrate efficaci, possiamo offrire a ogni bambino e bambina il miglior inizio di vita possibile e garantire che ogni madre riceva l’assistenza e i servizi di cui ha bisogno”.