Blocchi operatori sotto pressione, De Feo: ''È il momento di cambiare organizzazione''
Il sindacato delle professioni infermieristiche accende i riflettori sull'organizzazione dei blocchi operatori. De Feo: "La chirurgia non può continuare a reggersi esclusivamente sul sacrificio di infermieri e OSS".
di Giuseppe Provinzano
"Le sale operatorie sono il cuore pulsante di ogni ospedale. Ma quando il loro funzionamento si regge sempre più spesso sulla disponibilità del personale a prolungare i turni e a garantire continue reperibilità, significa che qualcosa nell'organizzazione merita una riflessione. È la posizione del NurSind, che porta all'attenzione dell'ASL TO4 i dati relativi ai blocchi operatori, chiedendo un confronto con la Direzione aziendale per affrontare criticità che, secondo il sindacato, rischiano di compromettere la sostenibilità del sistema nel lungo periodo".
NurSind: "Il sistema chirurgico si regge sul senso di responsabilità degli infermieri"
IVREA, 31/07/2026 - L'analisi del NurSind conferma anche nell'ASL TO4 quanto già emerso dall'indagine regionale sui blocchi operatori piemontesi: l'attività chirurgica continua a garantire importanti volumi di prestazioni, ma richiede un impegno sempre più gravoso a infermieri e operatori socio-sanitari.
I numeri sono significativi. Nel 2025 nei blocchi operatori aziendali sono state effettuate quasi 7.000 ore di straordinario in pronta disponibilità. Solo all'ospedale di Ivrea gli infermieri hanno maturato oltre 1.500 ore e gli OSS più di 800, mentre nei presidi di Ciriè e Lanzo il monte ore risulta ancora superiore. Un andamento che prosegue anche nel 2026, con centinaia di ore già accumulate nel solo primo trimestre.
Per il NurSind, questi dati dimostrano come il ricorso alla pronta disponibilità stia progressivamente diventando uno strumento ordinario di gestione delle attività chirurgiche.
"Questi numeri raccontano una realtà che non può essere ignorata. Le sale operatorie dell'ASL TO4 continuano a garantire elevati livelli di attività grazie alla professionalità e alla disponibilità degli infermieri e degli OSS, ma non possiamo pensare che il sistema continui a reggersi esclusivamente sul loro spirito di sacrificio. Quando lo straordinario e la pronta disponibilità diventano la normalità significa che è necessario intervenire sull'organizzazione".
A sostenerlo è Antonio De Feo, dirigente sindacale del NurSind all'ASL TO4, che richiama l'attenzione sulle conseguenze che questa situazione produce sui professionisti.
Secondo De Feo, il problema non riguarda soltanto il numero delle ore lavorate, ma l'impatto che una simile organizzazione ha sulla qualità del lavoro e sul benessere del personale.
"Dietro ogni ora di straordinario ci sono professionisti che rinunciano al proprio tempo di recupero e alla vita familiare per garantire la continuità dell'attività chirurgica. Questo senso di responsabilità ha consentito finora di mantenere elevati standard assistenziali, ma non può trasformarsi nella soluzione permanente delle criticità organizzative".
Il sindacato evidenzia inoltre come la programmazione delle sedute operatorie debba essere resa più efficiente, così da ridurre gli sforamenti d'orario e consentire una migliore gestione delle urgenze senza gravare costantemente sugli stessi operatori.
A questo si aggiungono le segnalazioni provenienti dal personale riguardanti la vetustà di alcune apparecchiature e condizioni operative che rendono ancora più complesso il lavoro quotidiano all'interno dei blocchi operatori.
Per il NurSind, investire sull'organizzazione significa anche investire sulla qualità dell'assistenza.
"Non siamo qui per fare una denuncia fine a sé stessa. Chiediamo un confronto costruttivo con la Direzione aziendale per individuare soluzioni concrete: una migliore programmazione delle sedute chirurgiche, una revisione dell'utilizzo della pronta disponibilità, investimenti sulle dotazioni tecnologiche e una valorizzazione delle professionalità presenti nei blocchi operatori. Migliorare le condizioni di lavoro significa migliorare anche la sicurezza dei pazienti e l'efficienza del servizio".
De Feo conclude con un appello che il NurSind rivolge all'Azienda.
"Il patrimonio più importante di un blocco operatorio sono le persone. Infermieri e OSS rappresentano competenze altamente specialistiche che meritano di essere valorizzate e tutelate. È il momento di costruire un'organizzazione più sostenibile, capace di coniugare efficienza, qualità dell'assistenza e rispetto per chi ogni giorno rende possibile il funzionamento delle nostre sale operatorie".
Per il NurSind, il confronto con la Direzione rappresenta oggi il passaggio indispensabile per affrontare le criticità emerse e costruire un modello organizzativo più efficace, capace di garantire sia la tutela dei professionisti sia la continuità delle attività chirurgiche in condizioni di maggiore equilibrio.
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