Della Terapia Intensiva Neonatale di Sassari, ne avevamo già parlato a proposito dei voli sanitari. Ne riparliamo volentieri oggi perché il 17 novembre scorso, in occasione della giornata internazionale della neo natalità, il personale ha voluto organizzare un open day, per la prima volta a Sassari.

Porte aperte per incontrare la cittadinanza, genitori e bambini ormai diventati grandi e raccontare la storia del reparto, le storie che contiene e il grande lavoro che vi si svolge. Un evento molto suggestivo in cui l'emozione l'ha fatta da padrona, per via dei tanti pazienti che sono tornati al centro per incontrare ancora una volta i loro amici infermieri e medici, con cui hanno condiviso una parte molto importante della loro giovane esistenza.

Storie raccontate nelle bacheche dei ricordi allestite in reparto che con foto e lettere, testimoniano di tante storie a lieto fine.

D'altronde i dati parlano chiaro e sono impietosi, ogni anno nascono circa 40 mila bambini prematuri che rappresentano il 6,9-7 per cento dei nati, e a Sassari la percentuale sale sino al 13,5 per cento per via di un bacino di utenza esteso a tutto il nord Sardegna.

Ma il reparto nel tempo si è evoluto così come si sono evolute le tecniche e le tecnologie che permettono di non guardare più con timore a prematuri di poche centinaia di grammi che oggi riescono a sopravvivere, come hanno testimoniato le mamme, in qualche caso diventate nonne, intervenute a raccontare le storie dei loro figli.

Tutti gli operatori sono fieri e orgogliosi del lavoro che svolgono e ci tengono a sottolineare che il reparto non si occupa solo ed esclusivamente del prematuro, tanto bisognoso quanto lo sono i genitori che trovano un luogo strutturato per la presa in carico della famiglia intera che si sente così protetta e partecipe del percorso, sostenuta nell'ansia e nella paura quotidiana di non farcela per via di mille imprevisti che possono aggravare il delicato quadro clinico del piccolo.

E' questo il valore aggiunto della cura prestata che spiega quale legame tenga unite le famiglie agli operatori. Legame forte come il legame madre figlio che ha trovato negli anni una tutela ancora più risoluta con l'istituzione del repartino balie completamente autofinanziato, per ospitare le mamme che si ritrovano ad avere i loro piccoli prematuri ricoverati in terapia intensiva, costituito da camere doppie e anche una singola tutte col bagno privato e una sala comune dove è possibile mangiare insieme, guardare la tv, scambiare qualche chiacchiera tra una poppata e l’altra. Un fiore all'occhiello che si ha il timore possa essere soppresso dalla direzione aziendale e che il personale è disposto a difendere con i denti e con le unghie.

 

Sul sito dell'Azienda Ospedaliero Universitaria è possibile leggere il racconto della giornata ma InferieristicaMente ha deciso di presenziare e di dare la parola direttamente ai protagonisti che si sono resi disponibili a rispondere a qualche domanda nell'intervista che vi proponiamo.

 

 

A seguire, proponiamo un toccante video totalmente autoprodotto e realizzato dalla collega Stefania Arras, con la collaborazione di tutto il gruppo, girato con il benestare della direzione e la liberatoria di tutti i protagonisti