Dal 14/06/2008, le competenze sanitarie della medicina generale e specialistica penitenziaria, i rapporti di lavoro e le risorse economiche strumentali, prima in capo al Ministero della Giustizia, sono state trasferite al SSN e quindi alle Regioni, con il D.P.C.M. 30/05/2008.

Sicuramente un passaggio importante per la tutela della salute dei detenuti e nella ricomposizione di un rapporto positivo tra carcere e società.

Eppure non pochi problemi ha generato la norma, a scapito dei professionisti che sono transitati dal Ministero della Giustizia alla Asl, risultando penalizzati, non solo dal punto di vista retributivo, ma anche della carriera e della posizione previdenziale, e questo solo per una errata interpretazione della normativa vigente, da parte delle aziende sanitarie, rilevato che il riconoscimento della anzianità è già previsto dall’art 3 D.P.C.M 1/04/2008.

Il mancato riconoscimento dell’anzianità di servizio è finita più volte in tribunale, ed ogni volta, a favore del dipendente, è stata riconosciuta la scorretta applicazione della norma.

La sentenza n. 667/2018 del Tribunale di Santa Maria Capo a Vetere, ha accolto il ricorso di un tecnico di radiologia operante presso un penitenziario, che a causa del passaggio delle competenze dalla sanità dal Ministero della Giustizia al Sistema Sanitario, si era visto negare il riconoscimento dell’anzianità di servizio, precedentemente maturata.

 

I fatti

Il ricorrente, un tecnico di radiologia medica, addetto alla casa circondariale di Santa Capo Maria a Vetere, con inquadramento B2 del CCNL ministeri, per effetto del passaggio di competenze dal Ministero della Giustizia al SSN, era transitato nell’organico della Asl di Caserta, continuando a prestare servizio come tecnico di radiologia, presso la Casa circondariale.

Ma in occasione del predetto passaggio, era stato inquadrato dalla Asl di Caserta nella Categoria D, posizione economica D0 del CCNL sanità pubblica con anzianità di servizio dall’ottobre 2008.

Pertanto, il convenuto ha chiesto di accertare e dichiarare l’illegittimità dell’inquadramento.

Il Giudice ha accolto quanto contestato dal dipendente, osservando come il meccanismo contemplato dal Decreto al 01/04/2008, necessariamente prevede anche il riconoscimento dell’anzianità anzi il riconoscimento del maturato economico del biennio 2006/2007 è uno strumento per garantire lo sviluppo economico goduto presso l’amministrazione di partenza (cfr. art. 3 comma 2 del citato Dpcm).

Il tribunale ha riconosciuto ancora una volta, come già nel caso analogo del Tribunale di Napoli Nord con sentenza 294/2016 il diritto del ricorrente ad essere inquadrato da D0 a D6.

 

Ancora una volta, grazie all’avvocato De Angelis, la pronuncia rende giustizia al personale sanitario nei penitenziari.

Le due sentenze, saranno capi saldi, per tutti gli operatori sanitari che potranno vedere riconosciuto la giusta progressione economica, importante non solo dal punto di vista retributivo ma anche pensionistico.

 

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