di Mariella Musicò

 

Un vecchio adagio dipinge la vita come un meraviglioso viaggio. Come dargli torto?!

Se la vita dunque è un viaggio, chi viaggia vive almeno due volte, e forse molto di più.

Ma occorre viaggiare con consapevolezza, e allora la vita diventa un’esperienza autentica, speciale, unica; ma questo non ha nulla a che fare con la quantità degli anni vissuti, bensì con la sua qualità, con la bontà e la pienezza delle particolari esperienze compiute.

Ecco allora che non parliamo più di un semplice viaggio, ma del “Viaggio”, e chi lo compie non è semplice turista o viandante, bensì un vero esploratore, che ne ricerca il senso profondo, il significato globale, l’essenza, lo scopo, soprattutto il proprio, grazie al quale guadagnarsi uno spazio e un posto prezioso nel mondo.

Sì perché, la persona consapevole, l’esploratore dell’anima, desidera partecipare al gioco complessivo dell’esistenza apportando il proprio contributo, dispensando a piene mani i doni più preziosi del suo tesoro interiore, in modo da condividerli.

Il viaggio della vita vissuto in questi termini diventa il Viaggio dell’Eroe, di cui narrano gli antichi miti e le leggende, le storie raccontate in un cerchio intorno ad un fuoco, nei libri e nei film di avventura.

Avventure che esaltano il corpo e lo spirito, in cui il protagonista si confronta con i problemi che la vita gli pone dinanzi, ma non si fa annullare né schiacciare dal loro peso, e anzi sa trasformarli in altrettante opportunità.

Gli ostacoli diventano allora risorse, i problemi soluzioni, i nemici alleati, e tutto questo soltanto imparando a guardare ogni situazione con nuovi occhi, colmi di coraggio, consapevolezza, speranza, fiducia, forza e ottimismo.

Questo e altro ancora è il Viaggio dell’Eroe, una perfetta metafora della vita.

Un grande contenitore in cui collocare le nostre preziose esperienze, anche le più dolorose, lasciandosene arricchire; una cornice pregiata in cui dipingere i propri quadri, disegnare e scrivere le storie migliori, divenendo artefici e architetti del proprio destino.

Che sia un viaggio alla ricerca del nostro tesoro, dell’elisir di lunga vita o del Santo Graal, o magari alla conquista del nostro grande amore perduto, il Viaggio dell’Eroe ci consente di confrontarci con le nostre paure profonde e con i demoni personali, con le luci e con le ombre interiori, fino a colorarle con le nostre tinte preferite, permettendoci così di conoscere, accettare, amare e trasformare noi stessi.

Questa è la meta ultima del Viaggio dell’Eroe.

Ma il Viaggio è uno strumento potente che nelle nostre mani capaci si adatta a qualsiasi necessità, tanto da divenire di volta in volta un gioco di ruolo o semplice e puro divertimento, ma anche meditazione, rilassamento, svago, alleggerimento, costruzione ed esplorazione di sé.

È quanto abbiamo fatto recentemente tutti insieme, al Policlinico di Messina, nel corso di formazione organizzato dai colleghi del NurSind per i suoi infermieri, che hanno risposto numerosi, con entusiasmo e calda partecipazione, intuendo sin dai primi minuti che quell’occasione fosse il luogo e il mezzo adatto per combattere lo stress e la minaccia del burn out.

E allora abbiamo giocato tutti insieme, operatori e utenti, e ne è venuta fuori una bellissima esperienza di arricchimento, per tutti.

Un’ulteriore dimostrazione di come si possa crescere ed imparare giocando…la Vita.

E insieme, è meglio che da soli. Proprio come ci insegna il NurSind!!!