Siamo soddisfatti della sentenza del Tar e della riammissione dei candidati. Il NurSind ancora una volta si è schierato dalla parte degli infermieri, si è fatto carico delle loro istanze e, ricorrendo ai propri consulenti, ha nuovamente dimostrato di essere presente sul campo, sempre in difesa di chi ha avuto un diritto violato” esordisce Giuseppe De Zolt, Segretario Territoriale NurSind Teramo.

 

Cinque infermieri che si erano visti escludere dal mega concorso bandito dalla Asl di Teramo, a causa di due risposte “sbagliate” date durante i quiz della preselezione, sono stati riammessi alle successive prove di esame e continueranno il loro percorso grazie al NurSind Teramo che li ha sostenuti con l’ausilio dei legali Avv.ti Mira De Zolt e Simona Mazzilli nel Ricorso al Tar Abruzzo.

La vicenda

Ai 5 mila concorrenti presenti il 16 gennaio scorso al Palazzetto dello sport di Pesaro, erano state poste quattro domande, nelle quali due risposte avevano la stessa valenza, venendo meno il principio che solo una fosse quella giusta. 

I cinque infermieri sbagliano quindi la risposta secondo quanto previsto da chi le aveva formulate, e per questo decidono di ricorrere al Tar.

Il Tribunale amministrativo, in prima battuta in via cautelare, dispose l’ammissione dei 5 ricorrenti a sostenere le prove concorsuali, all’esito delle quali, gli stessi risultarono tutti idonei, rientrando, quindi, nella graduatoria finale.

 

Le motivazioni del Tar nella sentenza definitiva

Lo scorso 23 aprile è stata emanata la sentenza definitiva con la quale il Tar si è pronunciato sulla vicenda, inserendo irrevocabilmente i cinque nelle graduatorie relative alla preselezione, con ciò rendendo definitivo il loro inserimento in quella finale.

Le decisioni del TAR scaturiscono dall’aver riconosciuto:

1. l’ambiguità di un quesito, che ammetteva più risposte esatte tra quelle proposte (quesito relativo alla definizione di “Near Miss event”)

2. l’erroneità della domanda relativa alla possibilità per il datore di applicare sanzioni disciplinari, recante un articolo del codice civile che nulla ha a che vedere con l’oggetto della domanda

3. la violazione del principio di par condicio competitorum e di imparzialità, per aver attribuito a tutti i concorrenti un punteggio positivo avendo ravvisato ambiguità nel quesito che erroneamente declinava l’IPASVI ( Federazione Nazionale dei Collegi Ipasvi in pratica l’ordine degli infermieri oggi OPI) quale Cassa professionale previdenziale.