Congedo parentale e malattia del figlio: tutte le novità della Legge di Bilancio 2026
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) entrano in vigore importanti novità in materia di conciliazione tra vita privata e lavoro. Al centro della riforma ci sono il congedo parentale e i permessi per malattia del figlio, oggetto di modifiche significative che incidono direttamente sull’organizzazione familiare e lavorativa di milioni di genitori.
Le nuove disposizioni, introdotte dai commi 219 e 220 della Manovra, intervengono su alcuni articoli chiave del Testo unico sulla maternità e paternità (D.Lgs. n. 151/2001) e si inseriscono in un quadro più ampio di politiche orientate al sostegno della genitorialità, alla tutela dell’occupazione e a una più equilibrata distribuzione dei carichi di cura.
Congedo parentale: età del figlio estesa fino a 14 anni
La novità più rilevante riguarda l’estensione del limite di età del figlio entro cui è possibile fruire del congedo parentale. A partire dal 1° gennaio 2026, il diritto potrà essere esercitato nei primi 14 anni di vita del bambino, superando il precedente limite fissato a 12 anni.
La modifica interviene sull’articolo 32 del Testo unico, che ora riconosce a ciascun genitore la possibilità di astenersi dal lavoro “nei primi quattordici anni di vita del bambino”, secondo le modalità già previste dalla normativa.
È importante chiarire che non cambia la durata complessiva del congedo. Resta fermo il tetto massimo di 10 mesi complessivi, elevabile in specifiche ipotesi, come nel caso del padre che utilizzi almeno tre mesi di congedo. Rimane invariata anche la ripartizione:
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fino a 6 mesi alla madre lavoratrice;
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fino a 6 mesi al padre lavoratore (7 in presenza delle condizioni di legge);
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fino a 11 mesi complessivi per il genitore unico o affidatario esclusivo.
La vera innovazione, dunque, non è quantitativa ma temporale: le famiglie avranno maggiore libertà nel collocare il congedo in fasi della crescita del figlio caratterizzate da nuove esigenze educative, scolastiche o relazionali, tipiche della preadolescenza.
Maggiori tutele per i genitori di figli con disabilità
La Legge di Bilancio 2026 rafforza anche le tutele per i genitori di minori con disabilità grave. Viene esteso fino ai 14 anni di età del figlio il diritto al prolungamento del congedo parentale, previsto dall’articolo 33 del Testo unico.
Resta invariato il limite massimo complessivo di tre anni di astensione dal lavoro, comprensivi del congedo parentale ordinario, e la condizione che il minore non sia ricoverato a tempo pieno in strutture specializzate, salvo richiesta dei sanitari.
L’estensione riconosce in modo più realistico le difficoltà che molte famiglie affrontano anche oltre la prima infanzia, consentendo una gestione più flessibile dei percorsi terapeutici, scolastici e di inclusione sociale.
Adozioni e affidamenti: confermata l’equiparazione
Un’altra area interessata dalla riforma è quella delle adozioni e degli affidamenti. Viene confermato e rafforzato l’impianto dell’articolo 36 del Testo unico:
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il congedo parentale spetta indipendentemente dall’età del minore;
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può essere fruito entro 14 anni dall’ingresso del minore in famiglia, e comunque non oltre il compimento della maggiore età.
Anche il diritto all’indennità segue lo stesso arco temporale, consolidando l’equiparazione tra genitorialità biologica e genitorialità adottiva o affidataria. Nessuna novità, invece, sul piano del trattamento economico, che resta invariato.
Malattia del figlio: più giorni e limiti di età più ampi
Interventi rilevanti riguardano anche il congedo per malattia del figlio. La Legge di Bilancio 2026 modifica l’articolo 47 del D.Lgs. n. 151/2001 introducendo due cambiamenti sostanziali:
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l’età del figlio per cui è possibile fruire del congedo viene innalzata da 8 a 14 anni;
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per ciascun genitore, i giorni massimi di astensione passano da 5 a 10 giorni lavorativi all’anno, per ogni figlio di età compresa tra i 3 e i 14 anni.
Resta invece invariata la disciplina per i figli fino a tre anni, per i quali il genitore può assentarsi per tutta la durata della malattia, senza limiti quantitativi.
Le regole confermate dalla Manovra
Accanto alle novità, la Manovra conferma alcuni principi già consolidati:
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certificazione telematica della malattia del minore, trasmessa direttamente dal medico all’INPS e al datore di lavoro, con esonero del genitore da ulteriori adempimenti;
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assenza di visite fiscali: durante il congedo per malattia del figlio non si applicano le regole sul controllo della malattia del lavoratore;
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interruzione delle ferie in caso di ricovero del bambino, con possibilità di sospendere le ferie per fruire del congedo per malattia del figlio.
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