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Bocciatura parità congedo parentale - critica la FNOPO

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 05/03/2026

PrevidenzaPunto di Vista

L’Italia affronta un inverno demografico drammatico, con un tasso di natalità ai minimi storici, appena 6,3 nati per mille abitanti nel 2025 che minaccia la sostenibilità del sistema previdenziale e del welfare nazionale.

L’Italia resta tra i Paesi con la durata più breve in Europa occidentale nonostante tutte le parole da campagna elettorale che ad ogni giro ammorbano l’aria. Non sorprende quindi che le iniziative a riguardo non occupino l’agenda politica e se per caso questo accade, la questione prende subito la via dello scontro politico anziché quello del dialogo e del confronto nell’interesse degli italiani.

 

In questo contesto, la recente bocciatura della proposta di legge sul congedo parentale paritario da parte della Commissione Bilancio della Camera dei deputati solleva critiche e preoccupazioni. Questa misura, avanzata dalle opposizioni, mirava a rendere obbligatorio e paritario il congedo per entrambi i genitori, promuovendo una più equa condivisione delle responsabilità familiari e contrastando la denatalità in Italia.

 

La proposta

Il congedo parentale paritario proposto prevedeva un periodo obbligatorio e non trasferibile di 5 mesi per ciascun genitore, retribuito al 100% della retribuzione, da fruire tra il mese precedente il parto e i 18 mesi successivi alla nascita del figlio. Di questi, 4 mesi erano obbligatori e non cedibili all'altro genitore (inclusi 10 giorni subito dopo il parto), con possibilità di fruizione frazionata per il resto, sostituendo l'attuale congedo di maternità (5 mesi all'80%) e paternità (10 giorni al 100%)

 

Motivi della bocciatura

La proposta è stata bocciata principalmente per mancanza di coperture finanziarie adeguate, come rilevato dalla Ragioneria Generale dello Stato, che ha definito "inidonee" le stime di spesa: circa 3,7 miliardi di euro nel 2026, in crescita fino a 4,5-4,6 miliardi annui dal 2035. La Commissione Bilancio ha espresso parere negativo sulla base di questo verdetto tecnico, seguito dall'approvazione di emendamenti soppressivi in Aula con 137 voti a favore e 117 contrari. Come al solito non si è entrati nel merito e non si è lavorato insieme per trovare una formula che non incappasse nella mannaia della Ragioneria Generale, facendo sorgere una domanda tanto ovvia quanto inutile: ha la politica un vero interesse a promuovere politiche di sostegno alla famiglia e alla natalità?

 

Dinamiche politiche

Essendo una proposta dell'opposizione (centrosinistra unito), la maggioranza di governo ha respinto ogni tentativo di rinvio o modifica, con un "no" netto senza aperture al dialogo per alternative. Non si tratta solo di un "gioco delle parti" partitico, ma di un contrasto tra priorità sociali delle opposizioni, visione politica differente della maggioranza e vincoli economici imposti dalla Ragioneria; e infatti, le opposizioni accusano la maggioranza di chiusura ideologica, senza ritardi evidenti da parte del governo su una sua proposta autonoma; insomma non sembra che la tematica abbia una priorità.

 

La posizione della FNOPO

La notizia ha profondamente colpito La Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO) che ha espresso profonda delusione per questa decisione, definendola "un’occasione persa per famiglie e lotta alla denatalità". La presidente Silvia Vaccari ha commentato: “la notizia della bocciatura della proposta di legge sul congedo parentale paritario ci lascia delusi, ma determinati a continuare il nostro impegno. La FNOPO è a favore del congedo paritario perché da sempre schierata nella lotta contro la denatalità e convinta che la condivisione dei tempi di cura tra madri e padri sia una leva essenziale di equità di genere e di sostegno alle famiglie”.

Vaccari ha proseguito sottolineando l'importanza strategica della misura: “garantire a entrambi i genitori periodi di cura per i figli in modo equilibrato non è solo una questione di diritti individuali, ma un investimento sul futuro del Paese e sul benessere delle nuove generazioni”. Pur riconoscendo le preoccupazioni finanziarie, ha criticato la scelta come un "errore di prospettiva": “comprendiamo che le preoccupazioni sulla sostenibilità finanziaria siano legittime, ma riteniamo che rinunciare a una misura che potrebbe favorire la parità di genere, il riequilibrio dei carichi familiari e intervenire sulla denatalità sia un errore di prospettiva”

 

Implicazioni e prospettive future

La FNOPO invita a proseguire il dialogo istituzionale per mantenere al centro dell'agenda pubblica politiche di sostegno alla famiglia e alla natalità, auspicando soluzioni condivise per un futuro congedo paritario. Questa bocciatura, avvenuta il 25 febbraio 2026, riflette le tensioni tra esigenze di welfare moderno e vincoli di bilancio, ma rafforza l'impegno delle ostetriche per un sistema più equo e dimostra quanto il sistema Italia abbia ancora da lavorare per mettere al centro la famiglia.

 

Continuare a parlare di inverno demografico e sostegno alla famiglia senza poi essere consequenziali, continua a sapere solo di presa in giro agli italiani, una specialità in cui al momento si rivela esistere una sola categoria: quella dei vincitori

 

ph credit shutterstock