Pronto soccorso al collasso nel Salernitano: il NurSind chiede una svolta al Piano ospedaliero
Picco influenzale, attese interminabili e personale in trincea: il sindacato degli infermieri chiama Regione e privati a un cambio di rotta immediato
Salerno, 17/01/2026. Il sistema dell’emergenza-urgenza nel Salernitano è arrivato a un punto critico. Il picco influenzale, noto come variante K, non ha fatto altro che amplificare fragilità strutturali e organizzative che da anni gravano sui Pronto soccorso, oggi sempre più vicini al collasso. A lanciare l’allarme è il NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche, che con una presa di posizione netta riporta al centro del dibattito pubblico la necessità di una riforma reale e coraggiosa del Piano ospedaliero regionale, capace di rispondere ai bisogni dei cittadini e di tutelare chi lavora ogni giorno in prima linea.
Nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso la sede provinciale del sindacato, il NurSind Salerno ha tracciato un quadro preoccupante della situazione vissuta quotidianamente nei Pronto soccorso della provincia. Strutture sovraffollate, carenza di personale, tempi di attesa che si allungano fino a diventare insostenibili sono ormai la normalità, non più l’eccezione.
“Tutte le strutture provinciali stanno vivendo un momento davvero complesso e delicato”, ha dichiarato Biagio Tomasco, segretario territoriale del NurSind Salerno, sottolineando come l’attuale modello organizzativo abbia dimostrato tutti i suoi limiti.
Il caso più emblematico resta quello dell’Azienda ospedaliera universitaria “Ruggi” di Salerno, il presidio più grande del territorio, dove l’afflusso continuo di pazienti si scontra con spazi, risorse e organici non adeguati. Scene già viste, che si ripetono ciclicamente e che raccontano di persone costrette ad attendere per ore su barelle o sedie prima di ricevere assistenza.
“Se la Regione non cambia questo sistema, che ha dimostrato di essere fallimentare, continueremo ad assistere alle stesse immagini di disagio e sofferenza”, ha ribadito Tomasco, evidenziando la necessità di una collaborazione strutturata con il privato, sul modello di quanto sperimentato durante l’emergenza Covid.
Alla presenza del delegato RSU NurSind dell’ospedale di Mercato San Severino, Valerio Festosi Guida, l’analisi si è estesa anche agli altri presidi della provincia. Le segnalazioni più critiche arrivano da Battipaglia e dallo stesso Mercato San Severino, dove le condizioni di lavoro del personale sanitario sono definite dal sindacato come “di trincea”.
Al “Santa Maria della Speranza” – denuncia il NurSind – chi opera in Pronto soccorso è sottoposto a una pressione costante, con inevitabili ripercussioni sui tempi di risposta e sulla qualità dell’assistenza. A Mercato San Severino, inoltre, i lavori in corso non risultano funzionali alle reali esigenze operative del personale.
Il messaggio del NurSind è chiaro e non più rinviabile: senza una revisione profonda del Piano ospedaliero regionale, capace di integrare pubblico e privato e di valorizzare il ruolo degli infermieri e di tutti i professionisti sanitari, l’emergenza rischia di diventare strutturale. A pagarne il prezzo più alto, ancora una volta, saranno i cittadini e chi ogni giorno garantisce cure e assistenza in condizioni sempre più difficili.
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